Oltre l’ombra del bullismo: il fumetto di Sofia prende vita sul palco del “Battistella Moccia” grazie agli studenti della Secondaria “G. Toniolo”

Un auditorium gremito, il silenzio carico di attesa e un gioco di luci e ombre per raccontare una realtà purtroppo ancora troppo attuale: il bullismo. Venerdì 20 febbraio, presso l’Auditorium “Battistella Moccia”, gli studenti delle classi prime hanno assistito a una lezione di vita fuori dagli schemi, portata in scena dai compagni di terza media preparati dai docenti Erica Pradal e Andrea Franceschin, attraverso il linguaggio potente del teatro e dell’arte.

Il cuore dell’evento è stato la trasposizione teatrale di un fumetto nato tra i banchi di scuola l’anno scorso. L’autrice è Sofia Salvalaio, ex studentessa dell’istituto Toniolo e oggi iscritta al primo anno del Liceo Artistico, che ha ideato l’opera sotto la guida del professor Giovanni Bet, docente di arte.

Lo spettacolo ha saputo toccare corde profonde, mettendo in luce come l’amicizia resti l’arma più potente per affrontare i momenti bui in cui ci si sente bersaglio di scherni e isolamento.

L’allestimento scenico ha colpito per la sua efficacia simbolica. Un grande telo bianco ha dominato il palco, nascondendo le ombre minacciose di quattro bulli, mentre tra il pubblico sedevano quattro alunni mascherati.

Questa scelta ha permesso di rappresentare visivamente il ruolo del gregario: colui che, pur restando nell’ombra o mimetizzandosi tra la folla, alimenta l’offesa. Tuttavia, il momento più forte della rappresentazione è coinciso con il riscatto: quando i gregari hanno preso coscienza dei propri errori, i bulli dietro il telo sono stati simbolicamente “denudati”, perdendo il loro potere e la loro aura di invulnerabilità.

A chiusura della mattinata, il professor Bet ha invitato sul palco la stessa Sofia per una breve intervista. La giovane autrice ha raccontato la genesi del suo fumetto, offrendo ai ragazzi consigli preziosi sull’importanza dello studio e sulla dedizione necessaria per trasformare un’idea in un’opera d’arte.

Un messaggio di speranza che ha lasciato il segno: l’arte non è solo un esercizio estetico, ma uno strumento per guardarsi dentro e, finalmente, gettare la maschera.

(Autore: Dplay)
(Foto: Istituto “G. Toniolo”)
(Articolo di proprietà di Dplay Srl)
#Qdpnews.it riproduzione riservata

Related Posts