Calcio. Treviso C-i siamo quasi: Clodiense travolta in un Tenni da record

Se non è l’apoteosi, poco ci manca. In un “Omobono Tenni” che ha risposto presente con numeri da altre categorie — 3.450 spettatori a spingere i biancocelesti — il Treviso supera l’ostacolo più duro, batte l’Union Clodiense 2-1 e mette un’ipoteca pesantissima, forse definitiva, sul campionato. Nonostante l’emergenza infortuni e l’addio forzato al bomber Scotto, i ragazzi di Edoardo Gorini hanno dimostrato il cuore della capolista.

L’avvio è tutto di marca trevigiana. Senza Scotto, è Federico Gianola a prendersi la scena: al 5’ scalda i guanti di Minozzi con un missile dalla distanza deviato miracolosamente in angolo. La pressione dei padroni di casa è costante e al 21’ il boato del Tenni squarcia il cielo: Robert Gucher prende la mira da fuori e lascia partire un fendente chirurgico. Il pallone bacia il palo interno e si insacca. 1-0. La Clodiense prova a reagire con l’ex Gnago e Rosso, ma la difesa biancoceleste regge l’urto con ordine.

L’inizio del secondo tempo è un uragano biancoceleste trascinato da un Artioli in stato di grazia. Al 6’ il centrocampista impegna Minozzi con un sinistro dai trenta metri; un minuto dopo, è ancora lui a pennellare un cross perfetto per la testa di Daniel Perin, che non sbaglia e firma il 2-0. Il Treviso vola e sfiora il tris con un inserimento di Brigati che Artioli manca per un soffio.

Ma il calcio è strano e, nel momento di massimo controllo, la Clodiense rientra in partita. Al 13’, un’incertezza difensiva in area piccola permette all’ex di turno, Yves Gnago, di avventarsi sul pallone vagante e accorciare le distanze: 2-1. Il gol ridà coraggio ai granata di Vecchiato, che diventano più aggressivi. Il Treviso, complice la stanchezza e i cambi (dentro Brevi, Francescotti e nel finale Salvi e Fragnelli), arretra il baricentro. Menghi su punizione e Menato di testa al 37’ fanno tremare il pubblico di casa, ma la mira degli ospiti è imprecisa.

Dopo 5 minuti di recupero infiniti, il triplice fischio libera la gioia dei 3.450 del Tenni. Una vittoria di sofferenza e carattere che proietta il Treviso a un vantaggio siderale sulla stessa Clodiense. A 8 giornate dalla fine, il ritorno tra i professionisti è ormai realtà virtuale.

Le voci dal campo

Edoardo Gorini blinda il campionato definendo la vittoria contro l’Union Clodiense come una “bella pietra posta sul torneo”, pur ricordando che la matematica non concede ancora certezze assolute. L’allenatore ha lodato lo spirito di sacrificio dei suoi, sottolineando come molti siano scesi in campo in condizioni precarie tra febbre e infiltrazioni, poiché “quando fai un cammino del genere significa che tutti danno qualcosa in più”. Analizzando il match, Gorini ha parlato di “uno dei migliori primi tempi dell’anno” per aggressività, ammettendo solo un fisiologico calo nel finale dovuto alla stanchezza e alla tensione per il risultato. Infine, il tecnico ha reso omaggio alla risposta del pubblico in un lunedì sera da categoria superiore: “Sono venuto qui perché c’è fame di calcio e voglia di rilanciarsi; vedere gente che lotta e soffre fa innamorare la piazza”.

Nonostante l’emergenza infortuni che ha costretto molti a stringere i denti, il leader biancoceleste Robert Gucher ha sottolineato come la voglia di vincere sia nata anche dal desiderio di lottare per i compagni assenti, perché “ognuno di noi ha voluto dare qualcosa in più per chi non poteva esserci”. Gucher, adattatosi con successo in posizione avanzata, ha poi analizzato con lucidità la gestione della gara, spiegando che “era fondamentale sbloccarla per costringere gli avversari ad aprirsi”, pur ammonendo la squadra sulla necessità di essere più cinici per non “riaprire le partite inutilmente”. Dopo aver messo il proprio sigillo su una vittoria che profuma di Serie C, il capitano ha chiuso con una dedica commossa per il gol: “Lo dedico a mia moglie Lisa e alle mie figlie Camilla e Viola”, rispondendo così alla richiesta che le piccole gli avevano fatto proprio in mattinata.

(Autore: Francesco Bruni)
(Foto: Francesco Bruni)
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