Luoghi “dimenticati”, oggi, ma che un tempo avevano un’importante funzione per la comunità. Ai giorni nostri, invece, molti di questi edifici storici sono trascurati e o addirittura ignorati.
Quando al contrario meriterebbero un’appassionata riscoperta, la stessa che tenta di fare questa rubrica – ribattezzata appunto “Luoghi dimenticati” – che riprende fedelmente quella di Eventi Venetando, promossa dal Consorzio Pro Loco Quartier del Piave.
In questa nuova puntata, a cura di Enrico Dall’Anese, ci occupiamo della Filanda Collalto-Frezza-Amadio.


La distruzione degli archivi durante la grande guerra ci impedisce di far luce sulle origini di questo “luogo” così importante per l’economia del paese.
L’edificio fu costruito probabilmente nel secondo Settecento ed era di proprietà dei Collalto.
Nell’ “Anagrafe Veneta” del 1776 si cita genericamente la presenza di alcuni opifici a Sernaglia.
Nel primo dopoguerra risulta proprietario il conte Ottaviano Collalto. Negli anni Trenta subentrò nella gestione la Famiglia Frezza. Nel 1936 la filanda fu acquistata da Giuseppe Amadio, classe 1875, di Sacile. Subentrarono quindi i figli Giuseppe (classe 1907), e Leopoldo (classe 1910).
Tra le due guerre la filanda rappresentò per molte donne sernagliesi l’unica alternativa all’emigrazione: la filanda Amadio e lo stabilimento Trinca accompagnavano e segnavano la vita del paese.
Leopoldo, durante l’occupazione tedesca, fu costretto a mantenere in attività la filanda per produrre filo per i paracaduti. La caldaia funzionava a legna.
Nel dopoguerra, nei periodi di massima espansione, vi trovarono occupazione oltre 200 operaie, impiegate nella produzione di matasse di seta grezza, a partire dalla lavorazione dei bozzoli. Alcune provenivano anche da Combai, Guia, Segusino, Vidor.
L’azienda provvedeva a prelevarle e a riaccompagnarle a casa con un furgone.
La crisi della bachicoltura degli anni Sessanta non interruppe la produzione. Venne introdotta una nuova fase di lavorazione, la torcitura, a cui si aggiunse, negli anni Settanta, la tessitura.
La chiusura della filanda avvenne nel 1981.
(Autore: Venetando)
(Foto: Eventi Venetando)
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