Il sipario si è alzato ufficialmente ieri, martedì, nell’auditorium Battistella Moccia di Pieve di Soligo, ma l’ambizione del progetto di welfare per il benessere e l’attrattività delle aziende del Parco San Michele è espressione di una vocazione lungimirante, che mira ad ottenere dei risultati concreti e permanenti sul territorio. Con un orizzonte temporale di 18 mesi, l’iniziativa, finanziata dai fondi europei della Regione Veneto, si propone infatti di trasformare il tessuto produttivo del Quartier del Piave in un laboratorio di welfare territoriale.
Stefano Parisotto, coordinatore del progetto per UNIS&F, ha chiarito fin da subito lo spirito dell’operazione spiegando che non si tratta solo di celebrare l’inizio di un percorso, ma di presentare una vera comunità di attori che hanno capito di non poter più agire da soli: “Dobbiamo mettere insieme più soggetti perché questa cosa cominci a funzionare”, ha affermato Parisotto, sottolineando come il progetto unisca aziende, istituzioni e il mondo della cooperazione.
Il nucleo di questa fase iniziale è rappresentato da quattro aziende del Parco San Michele che hanno scelto di fare da “apripista”: Eurovo, Sogno Veneto, Homes e Bocon. Queste realtà non saranno sole: il progetto ha infatti costruito una rete solida che include le amministrazioni comunali di Pieve di Soligo e Sernaglia della Battaglia, Confindustria Veneto Est e il mondo della cooperazione, rappresentato da partner come Insieme si può, il Consorzio intesa e Logos.
L’obiettivo è colmare il divario tra i servizi esistenti e le necessità concrete dei lavoratori. Parisotto ha sottolineato l’importanza di questa sinergia: “I servizi vanno, in primo luogo, aiutati a dialogare con il mondo dell’impresa”.
Le attività operative sono già entrate nel vivo: è partito un questionario di raccolta bisogni, sviluppato in collaborazione con TreCuori e Veneto Lavoro, che punta a raccogliere almeno 200-250 risposte. La novità rilevante è l’apertura al territorio: grazie alla collaborazione dei Comuni, il sondaggio non è limitato ai dipendenti delle quattro aziende citate, ma è esteso a tutti i cittadini tramite QR code distribuiti in città.
“È importante ascoltare i collaboratori per capire chi sono. Spesso li conosciamo bene perché siamo realtà piccole, quasi delle famiglie, ma fargli una fotografia migliore serve a capire che tipo di interesse hanno rispetto alle azioni di welfare più ‘nobili'” ha ribadito Parisotto.
Il cronoprogramma è già fissato: dal 14 aprile, subito dopo Pasqua, inizieranno i focus group tematici. Questi incontri, aperti a tutto il territorio, affronteranno sfide quotidiane come l’educazione finanziaria per aiutare chi fatica ad arrivare a fine mese; la gestione dei genitori anziani e dei figli, il supporto alla disabilità.
L’approfondimento finale porterà alla costruzione di piani di welfare dedicati per le aziende pioniere, supportati da una dotazione finanziaria messa a disposizione dalla Regione Veneto tramite i fondi europei. Tuttavia, l’intento non è l’erogazione di un contributo fine a se stesso, ma l’attivazione di un circolo virtuoso che metta a sistema risorse pubbliche e private.
Parisotto ha concluso il suo intervento con un appello alla responsabilità collettiva: “Dobbiamo vedere questa iniziativa come una miccia che si è accesa e che prosegue nel tempo. Ci prendiamo l’impegno di dare acqua a questo seme che oggi piantiamo nel terreno di questo territorio”.
(Autore: Francesco Bruni)
(Foto e video: Francesco Bruni)
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