Non è stato il consueto dibattito sulla teoria del complotto, piuttosto una lezione magistrale di “storia investigativa”. Martedì sera, la splendida cornice di Villa Onigo ha ospitato il sesto appuntamento della 20ª edizione de “I Martedì in Villa”, sotto il patrocinio del Rotary International Distretto 2060, del Sindacato Giornalisti del Veneto e dell’Associazione Trevigiana della Stampa.


L’evento, realizzato in stretta collaborazione con la Pro Loco di Trevignano, ha confermato l’alto profilo culturale e l’ampio seguito di una manifestazione ormai storica per il territorio registrando un eccezionale interesse di pubblico per un tema che, a distanza di oltre sessant’anni, non smette di scuotere le coscienze: “Ma chi ha assassinato Kennedy?“.
Protagonista della serata il dottor Aldo Mariotto, medico e ricercatore storico, che ha presentato il suo volume “L’Ultima Cena” (Pendragon). Ad accompagnarlo, in un dialogo fitto di riflessioni, il filosofo Antonio Vernacotola Gualtieri D’Ocre, che ha saputo contestualizzare l’evento all’interno del complesso “militare-industriale-congressuale” dell’America dell’epoca. La moderazione della disamina storica è stata affidata al giornalista Angelo Squizzato, presidente del premio Gambrinus.
Il punto di partenza è quasi cinematografico: la cena del 21 novembre 1963 al Coliseum di Houston. Un evento apparentemente tranquillo in onore del deputato Albert Thomas, ma che Mariotto definisce lo spartiacque definitivo. “Le cene prima della fine non contengono nulla di speciale” – ha spiegato l’autore – “è solo dopo che diventano sacre”.
Il passaggio decisivo dell’incontro è stata la rivelazione di un frammento audio di pochi secondi, registrato casualmente da una telecamera della KPRC (stazione televisiva) quella sera a Houston. Mariotto, con un approccio metodologico rigoroso, ha coinvolto eccellenze istituzionali per fare luce su quel bisbiglio tra Lyndon B. Johnson e Albert Thomas.
Grazie a un’operazione di denoising (riduzione del rumore) condotta a titolo personale da esperti militari – tra cui il generale Gian Pietro Lago, già comandante del RIS di Parma – è stato possibile isolare frasi che suggeriscono un clima di profonda ostilità verso il Presidente Kennedy proprio alla vigilia del viaggio a Dallas.
L’analisi di Mariotto ha scavato nelle pieghe della “Rice Connection”, l’intreccio di interessi miliardari legato alla nascita della NASA a Houston. Tra petrolieri influenti (Morgan Davis), costruttori (George Brown) e politici abili quanto spregiudicati come Johnson e Thomas, Kennedy appariva come un ostacolo, specialmente dopo la sua clamorosa apertura alla collaborazione spaziale con la Russia.
Particolarmente suggestiva la rilettura della foto del giuramento di Johnson sull’Air Force One: un’ora e mezza dopo la morte di JFK, il neo-presidente incrocia lo sguardo di Albert Thomas, il quale risponde con un occhiolino (il famoso “wink”). Un gesto che Mariotto consegna alla valutazione dei lettori, definendolo un “puntino” che potrebbe unire molti altri in una trama molto più vasta della versione ufficiale.
La parte finale della serata ha visto un coinvolgimento appassionato dei presenti. Durante lo spazio dedicato alle domande, si è aperto un dibattito collettivo. Grande attenzione è stata riservata alle osservazioni sulla traiettoria del famoso “proiettile magico” e sulle incongruenze balistiche che ancora oggi alimentano dubbi sulla versione ufficiale della Commissione Warren. Le domande dal pubblico hanno permesso di approfondire le dinamiche di potere interne al Partito Democratico dell’epoca e le non poche analogie con un presente in cui la violenza politica non è ancora stata debellata.
“Con la morte di Kennedy è scomparsa la cometa che si era posata sullo Stato”, ha ricordato Mariotto citando Reagan. Una cometa che, per una sera a Trevignano, è tornata a brillare sotto la luce di una nuova, inquietante ed affascinante ipotesi di verità.
Autore: Francesco Bruni)
(Foto: Francesco Bruni)
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