Addio allo storico ristoratore Ambrogio Soncin: “Valorizzò l’enogastronomia”

E’ mancato Ambrogio Soncin, storico ristoratore di Jesolo. Aveva 87 anni ed è spirato nella sua abitazione, a causa di una malattia, lasciando le figlie Fabiola, Giovanna e Sara. Il funerale sarà celebrato sabato 7 marzo, alle ore 9.30, nella chiesa “San Giuseppe” di Cortellazzo.

La famiglia Soncin gestisce due noti, quanto storici, ristoranti: Alla Darsena e Ai Pescatori, situati praticamente alle foci del Piave. Che così viene riassunta nel sito del ristorante Ai Pescatori, come sintesi di un libro che, di recente pubblicazione, raccontò la sua storia, strettamente collegata allo sviluppo della città e della sua ristorazione: “Situata nel porto di Cortellazzo la Trattoria Ai Pescatori è un locale con una lunga storia. L’aspetto è quello di una casa accogliente, dove ci si sente come in famiglia.  A ridosso delle grandi reti da pesca, adagiata in quella magica atmosfera che solo un lembo di terra tra il mare e la foce del Piave può offrire, questo locale conserva il fascino della tradizione. Il suo patron, Ambrogio Soncin, titolare anche del ristorante Alla Darsena, in questa vecchia casa, quando era ancora una baracca di legno, ci è nato.

Tra quelle quattro pareti viveva la sua famiglia, conosciuta con il soprannome di “Mochè”, perché da sempre dediti alla pesca delle moèche. Negli anni, insieme alla moglie Dina Pavan, alle figlie Fabiola, Giovanna e Sara, ed alle nipoti Eva e Giulia, Ambrogio ha portato avanti la tradizione della ristorazione, facendola crescere e maturare. Alla gestione familiare, che caratterizza il ristorante con solide radici, si sono poi aggiunti Fiorenzo e Simone, che hanno sposato rispettivamente Fabiola e Giulia, una delle nipoti”.

Socio storico di Confcommercio, di cui è stato anche dirigente, così viene ricordato dal presidente Angelo Faloppa. “Ambrogio è stato un valore aggiunto per la città: amava Jesolo, amava il lavoro che faceva ed ha contribuito alla sua crescita e alla valorizzazione dell’enogastronomia. A imprenditori come lui, noi tutti dobbiamo esserne grati”. Nel anni Settanta era stato tra i fondatori de “I magnifici sette”, ovvero dei giovedì enogastronomici che coinvolgevano i migliori sette ristoranti della città, proprio come forma di valorizzazione delle eccellenze della città.

Era stato anche consigliere comunale e assessore al Commercio.

Nel 2018 aveva ricevuto il “Dragondoro”, nella prima edizione di questo premio istituito dall’associazione culturale “Monsignor Marcato”, in collaborazione con Comune, Aja e la stessa Confcommercio. In quella prima edizione, vennero consegnati due premi ad altrettanti jesolani: con lui, il vice direttore de Il Corriere della Sera, Luciano Ferraro (originario di Jesolo).

Questa la motivazione per il premio: “Ha dedicato la sua vita alla ristorazione, dando un originale contributo alla promozione e alla valorizzazione della tipicità marinara dell’enogastronomia di Jesolo nella rispettosa fedeltà alla tradizione ma anche con il coraggio dell’innovazione”.

Così lo ha voluto ricordare il sindaco di San Donà di Piave, Alberto Teso, per anni all’interno di Confcommercio: “Con Ambrogio Soncin se ne va uno degli ultimi rappresentanti della Jesolo delle origini, uno tra gli uomini e le donne della generazione che seppe trasformare la città da paesino di provincia a capitale dell’industria turistica europea. Conservo bei ricordi e grandi insegnamenti del ‘signor Ambrogio’, come l’ho sempre chiamato io, sia nella sua veste di storico imprenditore della ristorazione, sia come socio anziano di Confcommercio che, infine, come assessore”.

(Autore: Alessandro Lanza)
(Foto: Confcommercio San Donà-Jesolo)
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