Chi può partecipare alle Paralimpiadi? È una delle domande più frequenti tra chi segue i Giochi invernali di Milano-Cortina 2026. A spiegarlo è Federica (@Federica_nigrin) dei Veneto Creators, che proprio da Cortina, davanti agli Agitos – il simbolo del movimento paralimpico – ha raccontato in modo semplice come funzionano le categorie degli sport paralimpici.
Le competizioni sono suddivise in tre grandi categorie, pensate per garantire equilibrio e correttezza tra gli atleti in gara. La prima è la categoria standing, che comprende gli atleti che gareggiano in piedi. Si tratta di sportivi con amputazioni o limitazioni agli arti superiori o inferiori che consentono comunque di competere senza l’uso della seduta.
La seconda è la categoria sitting, dedicata agli atleti con disabilità agli arti inferiori o con paralisi che richiedono l’utilizzo di una slitta, lo speciale attrezzo con cui affrontano le piste nelle discipline sulla neve.
La terza categoria è quella dei visual impaired, che include atleti non vedenti o ipovedenti. In queste gare gli sportivi sono accompagnati da guide che li assistono lungo il percorso, permettendo loro di affrontare le prove in sicurezza e con la massima precisione.
Ci sono poi alcune particolarità che caratterizzano specifiche discipline. Nel para ice hockey e nel curling paralimpico, ad esempio, possono partecipare esclusivamente atleti con deficit agli arti inferiori.
Nelle discipline della neve – come sci alpino, snowboard e biathlon – viene invece applicato un coefficiente di tempo che permette di compensare le differenze tra le varie classi di disabilità. Un sistema che consente agli atleti di gareggiare nello stesso evento mantenendo condizioni di equità. Un meccanismo complesso ma fondamentale per garantire la competizione sportiva ai massimi livelli.
(Autore: Simone Masetto)
(Foto: Simone Masetto. Video: Veneto Creators)
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