Portare lo spirito olimpico anche dove raramente arriva lo sport, dentro gli istituti penitenziari. È questo l’obiettivo del progetto “Olimpiadi in Carcere”, presentato ieri pomeriggio nello spazio conferenze di Casa Veneto – Casa delle Regole, nel cuore di Cortina, nel contesto delle Paralimpiadi 2026.
L’iniziativa è stata ideata dalla giornalista Giovanna Pastega per l’associazione del Terzo Settore Seconda Chance, realtà impegnata da anni nel reinserimento socio-lavorativo delle persone detenute grazie a un protocollo con il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria. Il progetto gode del patrocinio del CONI, della Federazione Italiana Canottaggio, della Federazione Italiana Canoa Kayak e della Fondazione Cortina.
L’idea nasce nel segno dei Giochi olimpici e paralimpici e punta a portare negli istituti penitenziari – a partire da quelli veneti – un racconto diretto dei valori dello sport attraverso la testimonianza di due campioni: Daniele Scarpa, medaglia d’oro nella canoa ad Atlanta 1996, e Sandra Truccolo, oro paralimpico nel 1996 ad Atlanta e nel 2000 a Sydney (in foto di copertina).
Le loro storie saranno raccontate attraverso due documentari realizzati dalla stessa Pastega e incontri in presenza con i detenuti. Il progetto vuole offrire uno spazio di riflessione sui valori che lo sport incarna – impegno, rispetto, amicizia, fair play, solidarietà e inclusione – mostrando come determinazione e sacrificio possano diventare strumenti per affrontare anche le sfide più difficili della vita.


Durante gli incontri è prevista anche la possibilità di portare all’interno delle carceri un simulatore di voga “Concept2 Rowerg – Indoor Rowing”, utilizzato negli allenamenti dei campioni di canottaggio e nelle competizioni Hyrox e CrossFit. L’obiettivo è permettere ai detenuti di sperimentare direttamente l’attività sportiva e, in caso di sostegno economico da parte di sponsor o enti pubblici e privati, donare due simulatori agli istituti aderenti – uno destinato ai detenuti e uno agli agenti della Polizia penitenziaria – per avviare corsi e attività sportive continuative.
Il progetto ha già mosso i primi passi nelle carceri venete: lo scorso 13 febbraio è stato presentato nella Casa circondariale di Belluno e il 4 marzo in quella di Treviso. Il prossimo appuntamento è previsto il 30 marzo alla Casa di reclusione “Due Palazzi” di Padova, mentre sono in corso valutazioni per estendere l’iniziativa anche agli istituti di Vicenza, Venezia e Rovigo e, successivamente, ad altre regioni italiane.
La presentazione a Cortina, nel cuore delle Paralimpiadi, ha voluto sottolineare proprio questo messaggio: lo sport non è soltanto competizione, ma anche strumento di crescita personale, inclusione e possibilità di ripartire. Presente a Casa Veneto, oltre all’assessore regionale Paola Roma, anche Alberto Quagliotto, direttore del carcere di Treviso.


(Autore: Simone Masetto)
(Foto: Simone Masetto)
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