Un tecnico di lungo corso, con una profonda conoscenza della “macchina amministrativa”, prestato alla politica. Per rilanciare unità e ambizioni di un Centrodestra castellano che, dopo la controversa chiusura dell’epoca Marcon (con un commissario alle porte per traghettare il Comune fino alle elezioni del 25 e 26 maggio prossimi), ha tuttavia perso un pezzo importante – Forza Italia, che ha già lanciato la candidatura in solitaria dell’ex vicesindaco e assessore Gianfranco Giovine – e che dovrà quasi certamente fare i conti con un’altra candidatura “civica” nel campo avverso: quella dell’avvocato Maria Ghimenton per il Centrosinistra, nome dato ormai per certo a cui, al momento, manca solo il crisma dell’ufficialità.
Lui è Luca Pozzobon, 61 anni, sposato con due figli, architetto nato e cresciuto a Castelfranco Veneto, dove ha sempre vissuto, fresco candidato sindaco per il Centrodestra (sostenuto da Lega, Fratelli d’Italia, una civica e dall’Udc) nella Città del Giorgione. Una carriera in Comune, la sua, iniziata nel lontano 1987 e passata attraverso vari incarichi di dipendente comunale e poi dirigente (in settori chiave come Urbanistica, Edilizia privata, Ambiente e Attività produttive).
E ora il salto in politica: com’è maturata questa sua candidatura e perché ha deciso di accettare una sfida sicuramente non facile?
“Sono stato avvicinato da un gruppo di persone moderate, di centro, che ritenevano ci fosse bisogno di qualcuno che avesse delle competenze tecniche, specialmente dal punto di vista dell’amministrazione, e che avesse visto in tutti questi anni l’evoluzione del Comune, da quando c’era ancora la Democrazia Cristiana in avanti. Il mio profilo, trasversale in quanto tecnico conosciuto da tutti, corrispondeva a questi requisiti e, viste anche le complicazioni politiche degli ultimi cinque anni, legate al secondo mandato di Marcon, ho deciso di prendermi questa responsabilità, per amore della mia città. E Lega e Fratelli d’Italia hanno subito trovato la convergenza sul mio nome”.
Quali saranno le priorità del vostro programma elettorale per Castelfranco Veneto?
“Stiamo ancora elaborando i vari punti. Posso anticipare che, la scorsa amministrazione, è stata molto coinvolta nella realizzazione di nuove infrastrutture perché effettivamente c’era un gap importante da colmare: per cui sono state fatte opere stradali, piste ciclabili, rotatorie. Però ho sempre visto che la gente, poi, chiedeva soprattutto manutenzioni (ordinarie e straordinarie) e decoro pubblico. Quindi su questi due aspetti, ad esempio le strade e la gestione del verde, proveremo a fare uno sforzo in più a livello di bilancio. In caso di vittoria ci sarà tantissimo da fare anche sugli impianti sportivi, per mettere risorse da destinare alla riqualificazione. E poi proseguire sulla mobilità sostenibile, investendo ancora sulle piste ciclabili ma soprattutto sul completamento della rete per una mobilità ‘dolce’ davvero efficace”.


“Investire sulla sicurezza stradale, ma anche sui percorsi ciclopedonali naturalistici, come il Sentiero degli Ezzelini. E poi attenzione alla sicurezza tout court, portando a compimento il progetto di ampliamento delle telecamere di videosorveglianza in città, importanti perché danno appunto un maggior senso di sicurezza ai cittadini. Questa sarà una nostra priorità, assieme al potenziamento dell’illuminazione pubblica, altro deterrente contro quei fenomeni che, specialmente nelle frazioni o altre aree periferiche, destano particolare allarme sociale come lo spaccio, le baby gang e altro. Infine occorrerà incrementare la presenza sul territorio degli agenti della Polizia locale, il cui personale è stato già ampliato, anche in orari meno convenzionali come la sera e soprattutto la notte e nei festivi. Ecco, mettendo in campo queste misure potremmo migliorare la situazione dell’ordine pubblico soprattutto nelle aree tradizionalmente più critiche, come la stazione o il terminal dei bus.
Quindi, al di là dell’importante capitolo sicurezza, ci sarà più in generale una maggiore attenzione per le frazioni?
“Sì, serve una maggiore ascolto delle istanze provenienti da quelle zone. Ma deve essere un ascolto continuo, no una tantum, per dare risposte tempestive alle esigenze presenti e future. Anche, a volte, dicendo dei ‘no’, ma almeno dando un rapido riscontro”.
Ci sono margini per recuperare anche Forza Italia alla coalizione e avere così un Centrodestra realmente unito?
“Ci sono stati degli evidenti strascichi legati agli ultimi cinque anni di amministrazione, che hanno creato un clima teso e pesato nelle recenti scelte. Certo, proveremo a parlare con loro per riunire tutte le componenti del Centrodestra. Dialogheremo con Forza Italia, ma se proprio queste interlocuzioni non andranno a buon fine, noi proseguiremo con il nostro progetto politico”.
Che cosa porterà in politica della sua esperienza da tecnico?
“Beh, sicuramente avrò uno sguardo attento verso il personale comunale, perché spesso è grazie ai dipendenti che prendono a cuore una determinata problematica se arrivano risposte tempestive ai cittadini. Tante volte c’è un rapporto diretto con le persone e quindi serve gente motivata“.
“Servirà poi fare qualche azione coraggiosa a livello di bilancio, per razionalizzare alcune spese e liberare risorse per gli interventi di cui parlavo prima (manutenzioni, illuminazione, verde pubblico). Quali capitoli di spesa da tagliare? Senza entrare troppo nel merito, visto il calo demografico in atto, nell’arco dell’eventuale mandato potrebbe esserci la necessità di razionalizzare qualcosa nel campo dell’edilizia scolastica o, ad esempio, nella gestione degli impianti sportivi“.
Un giudizio sull’Amministrazione Marcon?
“Gli ultimi sono stati anni sicuramente complessi, caratterizzati da forti polemiche. Forse lacune situazioni o contrasti politici potevano essere gestiti meglio, con una maggiore capacità di mediazione. Oppure, in extrema ratio, si poteva prendere atto prima dell’impossibilità di proseguire con serenità e trarne le decisioni conseguenti”.
(Autore: Alessandro Lanza)
(Foto: Alessandro Lanza e Qdpnews.it)
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