La tentata truffa e la solitudine dell’anziana: i Carabinieri diventano “nipoti acquisiti”

La prevenzione e il contrasto alle truffe a danno delle fasce più vulnerabili della popolazione passano non solo attraverso l’attività repressiva, ma soprattutto attraverso l’ascolto, la vicinanza e la rassicurazione sociale. Un principio, quest’ultimo, che ha trovato concreta espressione nell’intervento effettuato nelle scorse ore dai militari della Stazione Carabinieri di San Vito di Cadore.

Tutto ha avuto inizio quando alla Centrale operativa di Cortina d’Ampezzo è giunta una richiesta di aiuto al numero unico di emergenza 112 da parte di un’anziana signora del posto. La donna, con voce tremante e visibilmente spaventata, ha riferito all’operatore di aver appena ricevuto in rapida successione tre telefonate sospette. Dall’altro capo del filo degli sconosciuti le preannunciavano che si sarebbero presentati da lì a poco nella sua abitazione.

Immediato è scattato l’intervento di una pattuglia della locale Stazione. I Carabinieri, giunti tempestivamente sul posto, hanno innanzitutto proceduto a ispezionare l’area circostante l’abitazione, scongiurando la presenza di malintenzionati e disinnescando di fatto ogni possibile tentativo di truffa o furto. Una volta messa in sicurezza la casa, i militari si sono intrattenuti con la signora, illustrandole con chiarezza e pacatezza i comportamenti virtuosi da adottare in questi casi, ribadendo i consigli della campagna informativa dell’Arma: non fidarsi mai di sconosciuti al telefono e non aprire la porta a chi preannuncia visite inaspettate chiedendo denaro o preziosi.

L’intervento si è ben presto trasformato in qualcosa di molto più profondo: una volta svanita la paura per la possibile truffa, è emersa la grande fragilità della donna. L’anziana, vedova e senza figli, ha confidato ai militari che, al di là dello spavento contingente, il suo bisogno più grande in quel momento era semplicemente quello di avere un po’ di compagnia per alleviare il peso della solitudine quotidiana.

Comprendendo a pieno lo stato d’animo della signora, i Carabinieri hanno messo da parte per un momento i compiti prettamente operativi per vestire i panni di “nipoti acquisiti”. Si sono seduti con lei, l’hanno tranquillizzata, l’hanno ascoltata e le hanno fatto compagnia, restituendole il sorriso e la serenità.

Prima di riprendere il normale servizio di controllo del territorio, i militari si sono inoltre premurati di metterla in contatto telefonico con una sua persona di stretta fiducia residente nel vicino Comune limitrofo di Borca di Cadore, assicurandosi che la rete di supporto della donna venisse attivata.

Un episodio silenzioso ma di straordinario valore umano, che incarna perfettamente l’essenza dell’essere Carabiniere. Come più volte ricordato dal Comando provinciale, la missione dell’Arma si fonda proprio su queste piccole grandi azioni di prossimità.

Il messaggio rivolto a tutti i cittadini, e in particolare agli anziani, resta sempre lo stesso: “Non abbiate mai vergogna o timore di chiamare il 112. Nessuno pensi di disturbarci con una telefonata, noi siamo a disposizione per risolvere problemi o anche solo per dare un consiglio. Noi possiamo aiutarvi“.

(Autore: Alessandro Lanza)
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