Inaugurata Cà Bressa, Volpago ha finalmente il suo centro culturale. Il sindaco Guizzo: “Una grande emozione”

Con una cerimonia ufficiale, e relativo taglio del nastro, è stato inaugurato oggi, sabato 5 giugno, a Volpago del Montello, il restauro di Cà Bressa, conosciuta anche come ex Convento dei Nonantolani.

Era presente l’intera giunta comunale e numerose altre autorità civili e militari, tra cui il parlamentare Giuseppe Paolin da Possagno, il consigliere regionale Marzio Favero, di Selva del Montello, e il sindaco di Nervesa della Battaglia, Fabio Vettori.

C’è stata una vera e propria intesa tra i sindaci dell’area montelliana – ha sottolineato Favero, già sindaco di Montebelluna -. Nel 2018 è stata inaugurata l’Abbazia di Sant’Eustachio a Nervesa, nello stesso anno Villa Pisani a Montebelluna, poi, nel 2020, la Tradotta ora pista ciclabile e oggi questo ex convento. Un’unità di intenti nel cercare di recuperare gioielli architettonici ricchi di storia per restituirli alle comunità”.

L’inaugurazione di Cà Bressa avviene proprio nel giorno in cui, cinque anni fa, Paolo Guizzo veniva eletto per la prima volta sindaco.

“E’ una forte emozione – ha detto -, finalmente Volpago ha un vero centro culturale”.

Cà Bressa, prima del recupero, era letteralmente un rudere. Al progetto di recupero strutturale hanno lavorato l’architetto Alessandro Cervi e l’ingegner Renzo Pivetta. La progettazione dei lavori di finitura è stata dell’architetto trevignanese Luca Feltrin con lo studio Semenzin e Sernagiotto di Montebelluna e l’architetto Anna Michielin.

Il manufatto – ci racconta lo storico locale, Marino Parolinè stato edificato probabilmente nel XV secolo, dalla famiglia nobile dei Bressa che nella zona possedeva parecchi terreni. Dopo diversi passaggi di proprietà è finita in mano ai Conti Manin e, nel passato, è stato sede di un monastero a cui apparteneva anche la chiesetta che si trovava a sud del fabbricato“.

“Sicuramente – prosegue Parolin – il sottosuolo nasconde altri numerosi tesori, residui di particolari architettonici che risalgono a un periodo antecedente la costruzione di Cà Bressa. Un edificio poi decaduto il cui restauro lo restituisce come centro culturale, la cui realizzazione avviene oggi con circa 40 anni di ritardo. Ospiterà anche un museo dedicato ai volpaghesi che hanno portato il nome del nostro Comune all’attenzione di tutto il mondo”.

Il trasferimento a Cà Bressa della biblioteca comunale dovrebbe avvenire entro fine anno, sottolinea l’assessore alla Cultura, Giuliana Livotto: “Abbiamo affidato allo studio di esperti l’allestimento – ha detto – in quanto, non potendo posizionare scaffali sui muri per la presenza degli affreschi, dovrà essere trovata una soluzione adeguata. Il piano terra sarà dedicato ai bambini, nelle varie fasce d’età. Al primo piano ci saranno aule studio con soluzioni intercambiabili. All’ultimo piano l’area espositiva. A breve arriveranno i preventivi, poi faremo le nostre valutazioni ascoltando il parere degli addetti ai lavori”.

Angela Trevisini è la responsabile del settore Cultura del Comune di Volpago del Montello: “Qui sarà trasferito tutto l’ufficio Cultura, portare la biblioteca comunale in uno spazio storico è stata una bella sfida, a vincere sarà l’intera comunità”.

La cerimonia è stata accompagnata dalle note suonate dall’orchestra di clarinetti dell’Istituto comprensivo di Volpago diretto da Mariana Tatian.


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