Bufera su “Musica libera tutti”. Il Comune: “Ieri uno spettacolo volgare”. Jtomo: “Nessuna volontà di offendere”

È scontro aperto tra l’amministrazione comunale di Arcade e l’associazione culturale Jtomo dopo lo spettacolo andato in scena nella prima serata della rassegna “Musica libera tutti”, giunta alla sua tredicesima edizione e in programma dal 2 al 5 luglio.

Al centro della polemica, alcuni monologhi accusati di essere “volgari, scurrili, offensivi e completamente fuori luogo”, come riportato in un lungo e duro comunicato pubblicato ieri sera sulla pagina Facebook ufficiale del Comune.

“Frasi rozze, sessualmente esplicite, indegne di un contesto pubblico e inaccettabili in qualsiasi forma di espressione culturale sono state tollerate e, con sconcerto, persino giustificate dagli organizzatori come ‘arte'” – si legge nella nota. L’amministrazione guidata dal sindaco Nico Presti ha poi stigmatizzato in particolare alcune battute ritenute “irrispettose e profondamente offensive” su temi delicati come la sindrome di Down e il morbo di Parkinson.

Il Comune ha riferito che nel pomeriggio di ieri si è tenuto un incontro tra la giunta e il presidente dell’associazione organizzatrice. “Ci si aspettava un confronto serio e responsabile – prosegue il comunicato – ma ci si è trovati davanti a toni a tratti arroganti e a una posizione che ha continuato a rivendicare quei contenuti come espressione artistica. Inoltre, abbiamo scoperto con stupore che la conversazione era stata registrata senza alcuna comunicazione preventiva: un gesto scorretto, che ha incrinato ulteriormente il clima di fiducia”.

L’Amministrazione ha ribadito la propria linea: “Arcade è una comunità che promuove il rispetto, l’educazione e la cultura vera, non la volgarità travestita da provocazione. Chi offende questi valori non avrà mai spazio né voce nelle nostre aree pubbliche”.

La replica dell’associazione Jtomo

Non si è fatta attendere la risposta dell’associazione Jtomo, organizzatrice della rassegna da oltre 15 anni, che ha diffuso una lunga nota per spiegare la propria posizione: “Desideriamo chiarire che lo spettacolo di stand-up comedy in questione è stato programmato in una serata volutamente priva di area bambini, come segnalato sui nostri canali, proprio per contenere il rischio di presenza di minori. In un’altra sede comunale, inoltre, si stava svolgendo una serata dedicata a famiglie e bambini”.

L’associazione ha rivendicato la natura artistica della performance, sottolineando che la stand-up comedy è un genere che può includere linguaggi forti, sarcasmo e provocazione. “È una forma di comicità che non deve piacere a tutti, ma ciò non nega il suo valore culturale. Nessuno era obbligato ad assistere e non era nostra intenzione offendere o mettere a disagio nessuno”.

Jtomo ha inoltre replicato alle critiche sulla registrazione dell’incontro con il sindaco e gli assessori: “Il nostro presidente, presentatosi da solo a un incontro convocato in pieno svolgimento del festival, ha ritenuto di tutelarsi registrando la conversazione, come consentito dalla legge”.

Infine, la nota esprime rammarico per il clima venutosi a creare e denuncia “una minaccia implicita di revoca del patrocinio comunale per le future edizioni, qualora non venisse preventivamente fornita la lista degli artisti e dei contenuti”.

“In 15 anni di attività – conclude l’associazione – abbiamo sempre cercato di proporre cultura in forme diverse, mantenendo apertura al dialogo e rispetto per la comunità. Restiamo disponibili a un confronto sereno e costruttivo”.

(Autore: Simone Masetto)
(Foto: Qdpnews.it)
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