Frana di San Vito, a breve Alemagna riaperta “ma solo per i mezzi di soccorso”

La frana della scorsa notte in Alemagna a San Vito di Cadore

Rimane chiusa al traffico, dopo la colata di fango e pietrisco avvenuta all’inizio della settimana, la Strada statale 51 di Alemagna nel territorio comunale di San Vito di Cadore, alle porte di Cortina d’Ampezzo.

La carreggiata è stata liberata prima del previsto – ha reso noto il sindaco del Comune cadorino, Franco De Bon, ripreso dal sito dell’agenzia Ansa – e la circolazione potrebbe riprendere a breve, “sia pure limitatamente ai mezzi di soccorso”.

Sono in corso interventi per rimuovere il materiale depositatosi sulla vicina pista ciclabile e in un percorso più a valle.

La frana ha in parte occluso il torrente Boite, esondando – sia pure in piccola parte – su una strada forestale. Sono cadute anche alcune piante, che gli addetti ai lavori stanno cercando di rimuovere per evitare che, spinte dall’acqua, possano danneggiare ponti.

L’ordinanza 357/2025 dell’Anas, gestore dell’Alemagna, ricorda che ieri, giorno in cui è stata firmata dal responsabile della struttura territoriale, “a seguito delle intense piogge, si è originata una abbondante colata detritica lungo il versante a monte della Statale, la quale ha interessato la piattaforma stradale, precludendo il transito. Sono in corso i lavori di rimozione del materiale delle suddette colate detritiche e sono previsti ulteriori fenomeni temporaleschi (ad esempio ieri pomeriggio, ndr) che potrebbero innestare nuovi fenomeni franosi”.

Per tali motivi, Anas ha ordinato la chiusura al traffico dell’Alemagna “dal km 94+000 al km 96+000, su tutte le corsie a partire dalle ore 11” di ieri, per tutti gli utenti. “Le deviazioni sono indicate in loco con apposita segnaletica e pannelli a messaggio variabile lungo il tracciato” spiega l’ordinanza.

“Le colate detritiche – ha scritto su Facebook l’assessore regionale Gianpaolo Bottacin – sono fenomeni che esistono da sempre e sono caratteristiche anche delle nostre montagne. Le Dolomiti infatti sono caratterizzate da elevata friabilità che genera crolli, spesso nei periodi di disgelo. Il materiale roccioso, una volta crollato ai piedi della montagna, si frantuma generando i ghiaioni che si trovano alle pendici delle dolomiti, in quantitativi enormi e in precario stato di equilibrio. Quando si manifestano precipitazioni piovose rilevanti in archi di tempo ristretti (tipici i temporali estivi) l’acqua funge da “lubrificante” per il materiale che si fluidifica e scende a valle a velocità anche molto rilevanti (oltre 15 m/sec) travolgendo ciò che si trova a valle. Nel caso specifico è stata interessata una strada statale. Per quanto riguarda gli interventi di competenza della Regione, posso dire che nei miei 10 anni da assessore abbiamo realizzato opere di mitigazione del rischio idrogeologico per un valore di 2,2 miliardi di euro, cosa mai accaduta nella storia della Repubblica italiana. 2527 cantieri negli ultimi 5 anni”.

(Autore: Redazione di Qdpnews.it)
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