Anche le istituzioni della Marca trevigiana e del Bellunese hanno celebrato oggi martedì, o lo faranno nei prossimi giorni, il “Giorno del Ricordo”, la commemorazione civile istituita per ricordare i massacri delle foibe e l’esodo giuliano-dalmata e che a più riprese, nel corso degli anni, ha anche portato nuova linfa al dibattito sulla questione del confine orientale italiano a oltre mezzo secolo dal Trattato di Osimo.
La Provincia di Treviso ha organizzato ieri nell’Auditorium del Sant’artemio un appuntamento dedicato alle scuole superiori del territorio: lo spettacolo “Mili muoi, l’esodo dei miei” di Carlo Colombo, una lettura in chiave teatrale per ricordare le tragiche vicende degli anni della seconda Guerra mondiale con il dramma delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata. L’iniziativa è stata un’occasione di approfondimento storico e interdisciplinare dei tragici avvenimenti che si consumarono tra il 1943 e il 1947. L’evento è stato organizzato in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Territoriale.
La rappresentazione, a cura di Luisa Trevisi – Idee che danno spettacolo, affronta con delicatezza e sensibilità lo spinoso tema dell’esodo dai territori dell’Istria e della Dalmazia a seguito dell’instaurazione della dittatura della Jugoslavia di Tito dopo il 1945, vissuta in primis dalla famiglia dell’autore e attore Colombo. Le vicende storiche vengono proposte attraverso il racconto di storie di fughe via mare e via terra, accompagnato con il pianoforte, l’ekatron e il Toy Piano, canzoni d’epoca e canzoni originali scritte appositamente per questo spettacolo. Lo spettacolo racconta le storie di Nori, di Livia, di Tina, donne che aiutate dai loro uomini hanno ricostruito la propria vita lontano dalla terra di nascita a seguito di rocambolesche fughe, rischiose per sé e per i famigliari rimasti.
“Vista la grande partecipazione degli anni precedenti, abbiamo scelto di proporre anche quest’anno, in vista del Giorno del Ricordo, lo spettacolo “Mili muoi” per trattare il drammatico tema delle foibe e dell’esodo dall’Istria e dalla Dalmazia attraverso la sensibilità artistica di Carlo Colombo – le parole di Marco Donadel, presidente della Provincia di Treviso -: è importante conservare il ricordo di quanto accaduto, per fare in modo che queste memorie diventino consapevolezza acquisita: le barbarie delle foibe sono accadute qui vicino, ai nostri confini, negli anni bui del secondo Conflitto mondiale, ma dobbiamo sempre fare attenzione a quello che è continuato e continua ad accadere, sotto ai nostri occhi, anche nel momento storico contemporaneo, in tante parti del mondo”.
In apertura dei lavori dell’Assemblea legislativa veneta, il presidente del Consiglio regionale Luca Zaia ha condiviso una riflessione sul Giorno del Ricordo, che si celebra oggi, 10 febbraio, per ‘conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale.’ “Quella del 10 Febbraio 1947 rappresenta una data importante – ha sottolineato Zaia – con la sottoscrizione del Trattato di Parigi, che sancì la cessione alla Jugoslavia di Zara e della sua provincia, del Quarnaro, dell’Istria e di gran parte della Venezia Giulia. Per noi il Giorno del ricordo significa conservare la memoria di 300 mila esuli istro-dalmati, di almeno 18 mila profughi in Veneto ma, soprattutto, di 15 mila persone infoibate e trucidate. Quindi, è un ricordo che non deve avere colore politico, ma deve essere veramente l’occasione per ribadire che queste cose non dovranno accadere mai più” ha chiosato Zaia.
“Radici strappate: voci e silenzi dal Confine orientale”: oggi martedì alle 18.30 a Palazzo Crepadona è in programma l’iniziativa del Comune di Belluno per ricordare attraverso racconti, letture, musica e riflessioni la tragedia delle foibe e l’esodo giuliano – dalmata in occasione del Giorno del Ricordo, istituito dalla legge n. 92 del 30 marzo 2004. “E’ un’occasione di riflessione, un modo per stare insieme, raccolti e uniti condividendo la memoria e le letture su quella che, accanto alla Shoah e ad altre immagini tragedie, rappresenta una delle pagine più disumane della storia nazionale ed europea”, il commento del sindaco Oscar De Pellegrin. Attraverso letture, testimonianze dirette e intermezzi musicali, l’evento vuole contribuire a rendere viva e consapevole la memoria di quanto accaduto sul Confine orientale, affinché diventi sempre più patrimonio collettivo e argine contro ogni forma di negazionismo o giustificazione storica. “La legge che ha istituito il Giorno del Ricordo – sottolinea l’assessore alla cultura Raffaele Addamiano – affida alle Istituzioni il compito di dare concretezza alla memoria. Ricordare le vittime delle foibe e l’esodo giuliano-dalmata significa riconoscere una tragedia che ha segnato profondamente il nostro Paese e restituire dignità a chi ha perso la vita o la propria terra. Il cammino del ricordo continua affinché ciò che è stato resti vivo non solo nelle nostre menti, ma soprattutto nelle nostre coscienze”.
Dopo i saluti delle autorità, il programma prevede il racconto autobiografico a cura di Siro Maracchi, presidente dell’ANVGD di Belluno; letture di brani tratti da “La foiba grande” di Carlos Gorlon,“Foibe” di Raoul Pupo e Roberto Spazzali, “La bambina con la valigia” di Egea Haffner, Voci a cura di Fuorilegge; Intermezzi musicali a cura del gruppo Giovani Archi Bellunesi (GAB), con musiche di Shnitke, Brahms, Šostakovič; Lettura del brano “La strage di Vergarolla”, tratto dal volume “10 febbraio. Dalle foibe all’esodo” di Roberto Menia, a cura di Noemi Dincà, presidente del Comitato 10 Febbraio; lettura di un estratto dell’intervento del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, pronunciato in occasione della celebrazione del Giorno del Ricordo al Palazzo del Quirinale il 10 febbraio 2025. L’ingresso è libero e la cittadinanza è invitata a partecipare.
Questa mattina si sono svolte anche a Treviso le cerimonie organizzate dal Comune in occasione del Giorno del Ricordo, in collaborazione con l’Associazione Esuli Giuliano Dalmati, per commemorare le Vittime delle Foibe e l’esodo giuliano-dalmata. La prima iniziativa, a cui ha partecipato anche il sindaco Mario Conte, si è tenuta nel giardino della Scuola Bianchetti, in via Santa Bona Nuova, dove si è svolta la cerimonia in memoria di Norma Cossetto, con la messa a dimora di una pianta di rosmarino simbolicamente legata alla terra d’Istria. Dopo la messa a dimora a cura degli studenti e la preghiera per le Vittime delle Foibe, la commemorazione è poi proseguita nell’auditorium dell’istituto con un intervento musicale degli studenti dell’IC5 Coletti, intervallato da letture e testimonianze. Successivamente si è svolta la cerimonia di commemorazione con deposizione di corona alla lapide posta all’esterno della Chiesa Votiva, alla presenza delle autorità civili, militari e delle associazioni combattentistiche e d’arma.
«Oggi rendiamo omaggio a donne e uomini che hanno perso la vita per il solo fatto di essere italiani», ha detto il sindaco nel suo intervento. «Una colpa che colpa non è, ma che in quegli anni bui si trasformò in condanna. Ricordare Norma Cossetto e tutte le Vittime delle Foibe significa restituire dignità a storie troppo a lungo rimaste ai margini della memoria. Il Giorno del Ricordo è un momento di verità e di consapevolezza. Purtroppo, ancora oggi nel mondo si continua a morire per le guerre o per l’appartenenza a una certa nazionalità. È un monito che deve interrogarci e responsabilizzarci. Di fronte a tragedie come queste, la comunità deve mostrarsi unita. Senza alcuna polemica, ritengo che l’assenza della minoranza consiliare dalle cerimonie non vada nella direzione dell’unità che oggi sarebbe necessaria. Il ricordo delle vittime dovrebbe appartenere a tutti, al di là delle appartenenze politiche» ha concluso Conte.
Oggi pomeriggio l’amministrazione comunale di Montebelluna ha promosso una cerimonia commemorativa dedicata alle donne, agli uomini e alle famiglie istriane, fiumane e dalmate, costrette ad abbandonare le proprie terre e la propria identità in uno dei passaggi più dolorosi della storia del Novecento. Alla commemorazione hanno preso parte il sindaco Adalberto Bordin, i rappresentanti dell’Amministrazione comunale, le Forze dell’Ordine, il Comitato 10 Febbraio, l’Associazione nazionale Venezia Giulia e Dalmazia e l’Associazione culturale paracadutisti “Dea Bellona”, uniti in un gesto condiviso di rispetto e memoria. Il momento celebrativo ha rappresentato un’occasione per rinnovare l’impegno delle istituzioni nel custodire la memoria storica, riconoscere la sofferenza delle vittime e trasmettere alle nuove generazioni il valore del ricordo come strumento di consapevolezza, responsabilità e rispetto.
Anche quest’anno a Gaiarine, come da tradizione, sarà celebrato il Giorno del Ricordo. L’appuntamento è fissato per sabato 14 febbraio alle ore 9.30 in sala consiliare, dove l’Amministrazione comunale, in collaborazione con l’Unione degli Istriani, ha organizzato un convegno dedicato alla strage di Vergarolla, che vide nel 1946 in una spiaggia a Pola l’esplosione di alcuni ordigni militari che causarono la morte di centinaia di italiani. Presente Gianni Nardin, pronipote di Geppino Micheletti, il medico-eroe che nonostante la perdita di due figli continuò a operare senza sosta per salvare quante più vite possibili. La commemorazione ufficiale invece avverrà alle 11 nel parco “Vittime delle foibe” in via 8 Marzo. Presenti Alessandro Toscani, coordinatore regionale veneto dell’Unione degli Istriani, e molte autorità istituzionali, tra le quali l’europarlamentare Anna Maria Cisint. “Ricordare e guardare con onestà e rispetto a una pagina complessa e dolorosa della nostra storia; questo è dovuto nei confronti di chi ha perso la vita, riaffermando i valori di pace, di dialogo e di dignità umana” dichiara il sindaco Diego Zanchetta.
In occasione delle celebrazioni per il Giorno del Ricordo, il Comune di Volpago del Montello e la Biblioteca comunale “Pier Andrea Saccardo” presentano “La bambina con la valigia”, un reading emozionante tratto dall’omonimo libro di Egea Haffner e Gigliola Alvisi. L’evento, che si terrà venerdì 13 febbraio alle ore 20.45, offrirà al pubblico un viaggio narrativo e sonoro attraverso le tappe fondamentali della vita di Egea Haffner: dall’infanzia a Pola ai tragici eventi della guerra, dall’occupazione del territorio fino al doloroso esilio che segnò per sempre il suo destino.
La serata vedrà come protagoniste Elisa Breda come Voce narrante e Rachele Colombo alla chitarra, voce e sonorizzazioni. Il racconto intreccia la memoria personale di Egea con la “Grande Storia”, permettendo di approfondire le drammatiche esperienze vissute dalle popolazioni del confine orientale italiano durante il periodo delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata. L’immagine simbolo della bambina con la valigia, ormai icona storica, diventa il punto di partenza per una riflessione profonda sull’identità e sulla perdita.
Dettagli dell’evento
• Quando: Venerdì 13 febbraio 2026, ore 20.45
• Dove: Biblioteca Comunale “Pier Andrea Saccardo”, Via San Carlo 38, Volpago del Montello.
• Ingresso: La partecipazione è libera, ma la prenotazione è caldamente consigliata.
Informazioni e contatti Per riservare un posto o richiedere ulteriori informazioni, è possibile contattare la biblioteca: biblioteca@comune.volpago-del-montello.tv.it Telefono: 0423 873483.
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