Nella suggestiva cornice del Museo Rizzarda, sabato scorso si è tenuta la cerimonia di conferimento della cittadinanza onoraria a Monsignor Enrico Dal Covolo, già insignito, in ambito locale, del premio “Santi Vittore e Corona” della Famiglia Feltrina nel 2010.
La scelta della data, che coincide con la ricorrenza della festa di Don Giovanni Bosco, non è casuale ma rimanda ad una delle tre famiglie che spesso il prelato vuole ricordare onorandosi di farne parte: quella dei Salesiani, appunto.
La sindaca Viviana Fusaro e l’assessore alle politiche sociali Maurizio Zatta hanno espresso le motivazioni del riconoscimento e tracciato il lungo e prestigioso profilo accademico ed ecclesiastico di Dal Covolo.
Nato a Feltre nel 1950, ordinato sacerdote nel 1979 nella congregazione di San Francesco di Sales, dopo la laurea all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano si è spostato a Roma dove ha ricoperto numerosi incarichi come docente, postulatore per le cause dei santi della famiglia salesiana, consigliere della pontificia accademia di Teologia, fino all’importante incarico di magnifico rettore della Pontificia Università Lateranense, ruolo che ha ricoperto per ben otto anni.
Nel 2010 nella Basilica di San Pietro in Vaticano Dal Covolo ha ricevuto la consacrazione episcopale per mano dell’allora Segretario di Stato cardinale Tarcisio Bertone, che lo ha nominato vescovo titolare di Eraclea. Altri prestigiosi incarichi e riconoscimenti gli sono stati poi conferiti, tra i quali un dottorato honoris causa dell’Università di Sofia, la cumenda per merito legislativo del Mato Grosso e la Legion d’onore con titolo di Cavaliere per la sua vicinanza al popolo e alla cultura delle popolazioni francofone. Questi titoli di rilevo testimoniano i suoi rapporti con l’estero e gli apprezzamenti internazionali.
Nonostante tutti questi incarichi che lo hanno tenuto lontano dalla sua città natale, Monsignor Dal Covolo ha sempre dimostrato un grande legame verso Feltre, che si è concretizzato, fra l’altro, con l’impegno nel 2010 a portare in città, proveniente dalla cattedrale di Praga, una reliquia del santo patrono San Vittore, con il significativo ruolo nell’elevare a basilica minore la chiesa sulla rocca di Anzù, con il continuo riferimento all’opera pedagogica di uno dei feltrini più illustri, Vittorino da Feltre. Queste sono le motivazioni per la cittadinanza onoraria che, lo ha sottolineato il presidente del consiglio comunale Ennio Trento, ha visto la votazione unanime di consiglieri di maggioranza e di minoranza.
Nel suo discorso di ringraziamento Monsignor Dal Covolo ha voluto ribadire il suo legame con la città richiamando ancora una volta il suo stemma episcopale, nel quale, oltre alla citata famiglia salesiana, appaiono i simboli della sua famiglia di nascita, la nobile famiglia feltrina dei Dal Covolo, e quella lateranense.
Presente alla cerimonia anche Monsignor Gian Franco Saba, Arcivescovo Ordinario Militare per l’Italia, che nel suo discorso, oltre a congratularsi con il premiato, ne ha riconosciuto le ampie competenze in ambito umanistico e letterario, interprete delle tappe significative della chiesa contemporanea grazie anche al suo importante contributo nella relazione tra dimensione religiosa e laica.
Al di là dei tanti e autorevoli incarichi e riconoscimenti, è emersa dai relatori la figura paterna di Monsignor Dal Covolo, il quale, nell’autentico spirito salesiano, ha sempre accompagnato i suoi studenti con un’attenzione particolare verso quelli meno abbienti, ponendosi da educatore e guida spirituale come scelta quotidiana.
(Autore: Alessandro Lanza)
(Foto: Associazione Bellunesi nel Mondo)
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