Due interventi di rilievo effettuati dalla II Sezione della Squadra Mobile di Belluno. Sono quelli presentati questa mattina, mercoledì, nella sala riunioni della Questura bellunese, alla presenza del Commissario Capo Cristina Rizzo, Dirigente della Squadra Mobile, e il Commissario Giovanna Cafaro, funzionario addetto della Divisione Anticrimine.
Il primo intervento riguarda un arresto in flagranza di reato per atti persecutori (stalking), avvenuto lo scorso 9 gennaio, a seguito delle numerose segnalazioni effettuate dalla vittima, una cittadina georgiana, relative ai continui tentativi di contatto, tramite social network e telefono, da parte dell’indagato, condotte persecutorie che, dal mese di settembre, si erano intensificate al punto che l’indagato aveva iniziato ad appostarsi quotidianamente sotto l’abitazione presso la cui stessa lavora e vive.
A seguito dell’udienza di convalida l’Autorità Giudiziaria ha disposto la misura cautelare del divieto di avvicinamento con contestuale applicazione del braccialetto elettronico.
Il secondo intervento riguarda l’esecuzione della misura cautelare dell’allontanamento dalla casa familiare, con divieto di avvicinamento e contestuale applicazione del braccialetto elettronico, emessa dall’Autorità Giudiziaria su richiesta della Procura nei confronti di un cittadino di nazionalità moldava, a seguito delle denunce per maltrattamenti in famiglia da parte della moglie e della figlia maggiorenne.
L’intervento ha avuto inizio il 27 dicembre scorso, giorno in cui la donna con i suoi quattro figli, si è recata in Questura di Belluno per chiedere aiuto. Le indagini condotte dalla Squadra Mobile, coordinate dalla Procura di Belluno, hanno consentito di ricostruire i maltrattamenti posti in essere dall’uomo nel corso degli anni.
Il nucleo familiare è stato collocato inizialmente in una struttura protetta, e, nella giornata di ieri, martedì, gli agenti della Squadra Mobile hanno dato esecuzione all’ordinanza cautelare. Nei confronti dell’uomo il Questore di Belluno ha emanato altresì la misura di prevenzione dell’ammonimento per maltrattamenti in famiglia.
“Una lotta, quella contro i reati del cosiddetto “Codice rosso“, che vede impegnati gli Uffici della Questura di Belluno, tanto sul piano repressivo che preventivo – il commento – Le misure sopra descritte costituiscono un importante esempio concreto degli istituti che possono essere messi in atto al fine di tutelare le vittime, nei confronti delle quali gli operatori di Polizia devono mostrare particolare sensibilità, ricordando a chiunque fosse a conoscenza di questi fenomeni criminosi l’importanza di trovare il coraggio di denunciare”.
(Autore: Alessandro Lanza)
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