Si è concluso con un saluto di Papa Leone XIV rivolto ai fedeli di Castelfranco Veneto l’Angelus di oggi, domenica 22 febbraio.
Dal balcone del Palazzo Apostolico il pontefice ha letto come di consueto il suo messaggio: dopo il commento del Vangelo della Prima domenica di Quaresima – che ha trascorso nella parrocchia di Castro Pretorio, vicino alla stazione di Roma Termini, teatro di recenti violenze – e la preghiera alla Madonna, Leone XIV ha citato alcuni dei numerosi gruppi accorsi in Piazza San Pietro, e tra loro c’erano proprio i fedeli castellani, certamente sorpresi ed emozionati nell’udire le parole del pontefice.
Poco dopo, Prevost ha proclamato un nuovo e forte appello per la pace: “Sono passati ormai quattro anni dall’inizio della guerra contro l’Ucraina – ha detto, ricordando il conflitto alle porte dell’Europa, cominciato proprio il 24 febbraio 2022 con l’invasione da parte della Russia -. Il mio cuore va ancora alla drammatica situazione che sta sotto gli occhi di tutti: quante vittime, quante vite e famiglie spezzate, quanta distruzione, quante sofferenze indicibili! Davvero ogni guerra è una ferita inferta all’intera famiglia umana: lascia dietro di sé morte, devastazione e una scia di dolore che segna generazioni”.
“La pace non può essere rimandata – ha ribadito, nel solco del suo magistero petrino fondato sulla “pace disarmata e disarmante” -: è un’esigenza urgente, che deve trovare spazio nei cuori e tradursi in decisioni responsabili. Per questo rinnovo con forza il mio appello: tacciano le armi, cessino i bombardamenti, si giunga senza indugio a un ‘cessate il fuoco‘ e si rafforzi il dialogo per aprire la strada alla pace“.
“Invito tutti a unirsi nella preghiera per il martoriato popolo ucraino e per tutti coloro che soffrono a causa di questa guerra e di ogni conflitto nel mondo, perché possa risplendere sui nostri giorni il dono tanto atteso della pace”, ha concluso Leone XIV.
(Autore: Redazione di Qdpnews.it)
(Foto: fermo immagine da A Sua Immagine, Rai 1, 22 febbraio 2026)
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