L’ultima di Marcon da sindaco, cita Cocciante e “sprona” le minoranze: “Spero sia un arrivederci…”

“E’ inopportuno che io rimanga, quindi lascerò l’Aula”. Gli ultimi passi nell’ultimo Consiglio comunale da sindaco di Castelfranco Veneto, per Stefano Marcon, che ha atteso nel suo (ex) ufficio l’esito del voto sulla delibera che, alla luce della recente elezione a consigliere regionale, ha avviato la procedura di contestazione della sua incompatibilità a sindaco.

Delibera che, per la cronaca, è stata poi approvata all’unanimità dal parlamentino castellano. L’iter per arrivare alla decadenza ufficiale di Marcon da primo cittadino, tuttavia, non si è esaurito nella seduta di ieri sera, giovedì. Perché tecnicamente, stando all’articolo 69 del Testo Unico degli Enti Locali, lo stesso Marcon avrà ora 10 giorni di tempo per “presentare osservazioni o rimuovere la causa” (dell’incompatibilità, ndr.). Dopodiché, verosimilmente entro fine gennaio, il Consiglio nuovamente riunito dovrà deliberare definitivamente sul tema, “invitando l’amministratore a optare per la carica o a rimuovere il problema”. E in caso di “mancato adempimento entro i successivi 10 giorni”, l’amministratore verrà dichiarato ufficialmente decaduto, “garantendo il diritto di difesa e il contraddittorio”.

Chiusa la procedura di incompatibilità con l’effettiva decadenza di Marcon, salvo colpi di scena che al momento appaiono però improbabili, toccherà dunque alla vice, Marica Galante, “traghettare” il Comune fino alla sponda delle prossime elezioni amministrative, previste in primavera.

In una non facile condizione, però, di “stallo“: già perché tolto Marcon (e il relativo voto), la situazione in Consiglio comunale è ora di 12 consiglieri di maggioranza e altrettanti di opposizione. Perfetta parità.

“Penso sia un’opportunità unica per le minoranze: non si è mai visto avere il boccino in mano per contribuire allo sviluppo della comunità come in questo caso – ha dichiarato Marcon – E vi saranno come minimo due opportunità: una è la convenzione col Conservatorio per Il secondo stralcio dei lavori pe la nuova sede, l’altra si presenterà ad aprile con l’approvazione del rendiconto e l’applicazione dell’avanzo. Ragionateci sopra”.

Oltre a questo assist “avvelenato” all’opposizione, nel suo intervento di saluto prima di lasciare l’Aula, il sindaco uscente ha voluto fare un rapido bilancio e ringraziare tutti i “compagni (si fa per dire, ndr.) di viaggio”.

“Dieci anni da sindaco, quasi dieci da Presidente di Provincia sono volati. E ringrazio dell’opportunità avuta, ricoprire simili ruoli lo considero un privilegio che il destino mi ha riservato. Ho cercato di esercitarli al meglio delle mie possibilità e personalmente sono soddisfatto dei risultati che sono stati centrati. Non li elenco ma credo sia sotto gli occhi di tutti che, in termini di infrastrutture, servizi, scuole e molto altro, i risultati siano arrivati”.

“Lascio un Comune con un bilancio in ordine, cosi come la Provincia. Quello che mi sento in dovere di fare è ringraziare le tante persone che mi sono state a fianco in questo percorso: la Giunta odierna e quella passata, la maggioranza di questo consiglio e di quello passato, i Segretari Comunali Battaglia, Miori Cescon e adesso Perozzo, i Dirigenti i funzionari e tutti i dipendenti del Comune ai quali in ogni occasione che si è presentata ho sempre ricordato che è fondamentale il loro contributo nel dare risposte ai cittadini. Senza che nessuno se ne abbia a male, consentitemi un ringraziamento all’architetto Luca Pozzobon, uomo dalla disponibilità smisurata”.

“In questi anni ho incontrato nuovi amici, di quelli che quando serve, per dirla alla Cocciante, ‘prendono anche le botte e poi te le ridanno’. Uno è qui: grazie Luciano (Dussin,ndr.). Un altro è Roberto Filippetto. Grazie Roberto. Alcuni li ho persi, altri spero di recuperarli altrimenti rientreranno in quella schiera degli ‘amici di scopo’. Ringrazio anche i consiglieri di opposizione, coerenti fino all’ultimo con l’indirizzo che si erano dati agli insediamenti: ‘Nessuno sconto!’ Con alcuni, fuori della politica, riesco ad avere ancora un rapporto civile e cordiale e questo fa piacere. Ricordo anche comunque momenti di scontro frontali trascesi sul personale che hanno lasciato il segno! Lasciatemelo dire. Penso inoltre che non aver avuto problemi con Procure, Prefettura, Corte dei Conti o altri organi deputati al controllo sia un’attestazione di corretta Amministrazione e in percorsi così lunghi non è poi cosi scontato che ciò accada”.

“Una volta soltanto sono ricorso alla Magistratura, denunciando una diffamazione via social che si è conclusa con la condanna del diffamante. Lo rendo pubblico adesso nella speranza che questo serva da monito ai molti ‘leoni da tastiera’ ai quali non dobbiamo abituarci”.

“Intraprendo ora un nuovo percorso, e qui fatemi ringraziare i cittadini di Castelfranco e quelli della provincia tutta: essere votato in 91 comuni su 94 è un’altra soddisfazione, che carica di responsabilità. Chiedo un po’ di tempo per ambientarmi e poi cercherò di portare avanti istanze con lo stesso spirito di servizio che ho tenuto in questi anni, con ascolto, senza promettere miracoli ma facendomi portavoce del territorio. Grazie ancora e spero sia un arrivederci”.

Non un addio, ma un “arrivederci“. E il riferimento è alla disponibilità già data dallo stesso Marcon al suo successore, forte dell’esperienza maturata sin qui, a rendersi utile per Castelfranco anche in altri ruoli. Un’eventualità sicuramente invisa (eufemismo!) alla minoranza, che sulla “parabola marconiana” a Castelfranco, ha avuto naturalmente visioni e parole di segno opposto.

“Sono stati anni negativi per Castelfranco Veneto, che hanno isolato e fatto precipitare la nostra città – il commento del capogruppo del Pd, Sebastiano Sartoretto – Speriamo ancora in un sussulto di dignità e responsabilità da parte di Marcon, che porti alle sue dimissioni. Perché è giusto che, in questi ultimi mesi, Castelfranco sia amministrata da un commissario che ci conduca alle elezioni”.

(Autore: Alessandro Lanza)
(Foto e video: Alessandro Lanza)
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