Aspettando l’8 marzo: la storia delle pioniere della radio in Italia

Se qualcuno pensa che l’8 marzo sia una giornata fatta solo di mimose e di buoni propositi (o di facile retorica) per un mondo femminile migliore, dovrà ricredersi.

L’8 marzo è molto altro e, soprattutto, l’occasione per fare un bilancio e tracciare la storia di quante, in epoche e condizioni sociali complesse, hanno posto i tasselli per quei diritti che oggi ci sembrano assolutamente normali.

Ieri sera il Teatro La Loggia di Cison di Valmarino ha fatto proprio questo, nella cornice “Fiori di donne”, durante la quale è stato presentato il volume “Pioniere dell’etere. Dieci donne che hanno fatto la radio in Italia”, scritto da Marta Perrotta, edito da Carocci editore.

Marta Perrotta è professoressa associata all’Università Roma Tre e il volume è il frutto di 12 anni di ricerche.

La serata è stata presentata dall’assessore Maria Cristina Possamai, con la collaborazione del consigliere comunale Cristina Munno.

Grazie ai documenti e ai file audio portati dalla professoressa Perrotta il pubblico ha avuto l’opportunità di esplorare un autentico spaccato di vita dell’Italia.

In tutto sono dieci le donne descritte tra quelle pagine, che avevano la responsabilità creativa di ciò che portavano in radio, ma che spesso non compaiono nelle storie ufficiali.

Un esempio? Pia Moretti nel 1938 fu l’unica donna a iscriversi a un concorso di radiocronisti, su mille partecipanti.

In quel frangente non fu gradita. “Che vuole fare? È una donna!”, le dissero e, anche nel momento in cui venne assunta, lo stipendio che le diedero fu inferiore a quello destinato al collega maschio.

Anna Garofalo utilizzò la radio come strumento per affrontare tematiche di attualità, come l’importanza del voto alle donne, e questioni civili legate ai diritti.

Federica Taddei si fece conoscere con il programma radiofonico “Chiamate Roma 3131”, uno spazio aperto agli ascoltatori, per chiedere un consiglio e un aiuto per affrontare i propri problemi (dai più frivoli fino ai più complessi).

Fu il primo esperimento di “radio dal vivo”.

Lidia Motta è da ricordare come la prima dirigente donna della radio (“non esistono dirigenti donne”, le dicevano).

E poi ci furono Dina Luce, Anna Luisa Meneghini, Linda Ingafù, Elena Doni, Barbara Marchand e Rossella Panarese.

Tutte donne unite dalla volontà di imporre il proprio talento in anni in cui la società non era ancora pronta per tali cambiamenti.

(Autore: Arianna Ceschin)

(Foto: Arianna Ceschin)

(Articolo e foto di proprietà di Dplay Srl)

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