Ci sono diversi modi di narrare i vecchi mestieri e le abitudini del passato: c’è chi ripete i racconti sentiti dai nonni, chi conserva fotografie in bianco e nero e chi decide di riprodurre in miniatura diversi spaccati della quotidianità del passato.
Quest’ultimo è il caso di Luigi Tosatto il quale, a Cison di Valmarino, nel corso della 44esima edizione di Artigianato Vivo, ha voluto portare la propria memoria storica, riprodotta in diverse miniature da lui stesso realizzate, ricche di tanta memoria personale e capaci di raccontare alle nuove generazioni quelle che erano le abitudine di diverso tempo fa.
Una mostra che, fino al 17 agosto, sarà visitabile a ingresso libero alla Loggia di Cison di Valmarino, in piazza Roma.


“Per me è una passione che dura da una vita ed è la prima volta che vengo a Cison di Valmarino con le mie miniature – ha raccontato Luigi Tosatto, residente nella zona di Zero Branco – Tutto è iniziato quando ho realizzato dei presepi per mia figlia: da lì non mi sono mai fermato. Inoltre, ho sempre avuto la passione per la meccanica“.
Sì perchè si tratta di miniature animate, con i personaggi intenti a portare avanti le loro mansioni quotidiane.


“Ho riprodotto varie scene che mi riguardano, come ad esempio la cucina dei miei nonni, anche se, all’epoca, il pavimento era di terra battuta e non con le piastrelle in cotto, come si vede qui – ha raccontato, mostrando la miniatura – Poi ci sono diversi mulini, che ho riprodotto studiando dei vecchi disegni: devo dire che i mulini mi piacciono molto”.
E in effetti la mostra ospita svariati mulini, tra quello azionato dalla forza dell’acqua, un altro ricavato a ridosso di una grotta e un terzo funzionante grazie alla spinta degli animali.
A rendere suggestiva la mostra, oltre ai particolari minuziosi riprodotti, sono anche i rumori degli attrezzi di norma impegati nella quotidianità di un tempo.


“Ci sono vari riferimenti alla campagna di Zero Branco – ha raccontato Tosatto – Sono figlio di un falegname e ho così riprodotto la bottega di mio padre“.
Tanti i personaggi riconoscibili nella mostra – dal calzolaio alla donna all’arcolaio, fino al fornaio – immersi in luoghi tipici del passato, come il vecchio casolare con la lavandaia.
Sono riconoscibili poi il tornitore, senza scordare il battipalo e la sega idraulica, entrambi ricavati dai disegni di Leonardo da Vinci e testimoni della passione artigianale di Luigi Tosatto.


Vengono poi mostrati i metodi di aratura del passato, sicuramente più faticoso rispetto alle metodologie tecniche attuali.
Una parte della mostra è riservata anche alla riproduzione dei capitelli, simboli della devozione popolare.


Una mostra, quella proposta da Luigi Tosatto, che è un vero e proprio racconto di quella che era l’atmosfera quotidiana di un tempo.
(Autore: Arianna Ceschin)
(Foto: Arianna Ceschin)
(Articolo e foto di proprietà di Dplay Srl)
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