Ciclabili, Fiab all’attacco. Brugioni: “Noi sempre al lavoro per una città “lenta””

Il tema della ciclabilità a Conegliano è al centro dell’attenzione dell’associazione Fiab Liberalabici, realtà che, come ha dimostrato, ha molto da dire su quella che è la progettazione delle piste ciclabili in città.

Come affermato da Ezio Marchioni (vicepresidente dell’associazione), assieme a Gianni Dotto e Gianmarco Piovesana del direttivo, ci sarebbero “problemi strutturali della pianificazione e progettazione della mobilità coneglianese”.

Secondo i rappresentanti dell’associazione, dal Comune sarebbe stata raccontata la “favola delle ciclabili realizzate”: “Sono stati annunciati 16 chilometri di rete ciclabile, quando invece sono 14 effettivi – hanno raccontato -. Ci troviamo di fronte a piste ciclabili realizzate a pezzi, quindi non c’è la possibilità che vengano misurate in toto”.

Interruzioni lungo l’itinerario ciclistico, la mancanza di una segnaletica adeguata, la presenza spesso di strisce solo pedonali e non anche ciclabili: sono soltanto alcuni degli aspetti segnalati dall’associazione, uniti alle “mancanze progettuali” che, secondo l’associazione stessa, non andrebbero a “risolvere il problema alla fonte”.

A tutto ciò, poi, si aggiungerebbe l’assenza di accorgimenti per le persone con disabilità: secondo l’associazione, alcune piste ciclabili presenterebbero delle sbarre in mezzo, tali da impedire a queste persone di viaggiare in tandem.

Il Comune dovrebbe andare sul campo a testare le piste ciclabili e, intanto, non viene neppure ai nostri eventi – ha lamentato Fiab Liberalabici -. Le strade più pericolose, a nostro avviso, sono le vie Lourdes, Manin, Matteotti, XXIV Maggio e viale Istria: il Piano urbano del traffico presenta delle mancanze e non ha un riscontro pratico”.

La nostra non è una guerra contro le auto, sia chiaro, ma al pericolo in strada per le biciclette, dovuto al fattore velocità e alla massa dei mezzi – hanno proseguito i rappresentanti dell’associazione -. Non vediamo delle soluzioni pratiche e la mobilità non è solo piste, ma riguarda anche la sosta delle bici: manca un regolamento comunale che stabilisca le tipologie di rastrelliere da utilizzare. Inoltre, vediamo dei dossi che non rispettano le piste ciclabili”. Detto questo, l’associazione ha lamentato un mancato confronto con l’amministrazione comunale.

Tra le varie strade prese in esame, sono state citate via Cavour, per la decisione di aver tolto delle strisce pedonali, e via Giunti, quest’ultima al centro di una sperimentazione per i 30 chilometri orari che, come già spiegato dal Comune, non potranno essere formalmente istituiti a causa dei dettagli emersi in una direttiva ministeriale.

“Una direttiva ministeriale non costituisce una fonte di diritto – ha affermato l’associazione, dichiarando che alcuni dettagli consentirebbero di istituire il limite in quella via -. Il diritto alla mobilità è il diritto a muoversi“.

L’assessore comunale alla Viabilità Claudia Brugioni ha rimandato al mittente le critiche mosse da Fiab Liberalabici sottolineando, al contrario, l’impegno messo a suo dire dall’amministrazione nella questione della mobilità.

“Senza dare colpe a nessuno, ma noi abbiamo trovato a Conegliano una ciclabilità frammentaria: abbiamo quindi dimostrato una certa sensibilità al tema, andando nella direzione di una città lenta – ha affermato Brugioni -. Abbiamo lavorato su quello che potevamo fare, realizzando piste ciclabili con infrastrutture e altre con segnaletica gialla”.

“Ci sono un Piano urbano del traffico e un Masterplan che hanno evidenziato quanto sia stato fatto dall’amministrazione – ha aggiunto -. Per quanto riguarda l’associazione Fiab Liberalabici, è sempre stata coinvolta e ascoltata: un esempio è il caso del “fagiolone”, per il quale abbiamo accolto e realizzato alcune loro istanze”.

Brugioni si è poi soffermata sulla questione dei rapporti tra Comune e associazione, citata dalla stessa Fiab Liberalabici: “Il dialogo ci deve essere da ambo le parti e non bisogna essere critici a prescindere – ha affermato Brugioni -. Il fatto di non essere sensibili e di non ascoltare è un’accusa che noi non accettiamo. Tutto è perfezionabile, chiaro, ma non è corretto essere critici a prescindere” ha aggiunto.

Brugioni ha poi ricordato alcune delle opere, realizzate o previste, in fatto di ciclabilità urbana: “La chiusura di viale Carducci terrà conto della ciclabilità – ha affermato, a tal proposito -. Dopo 25 anni, noi siamo riusciti a trovare i soldi per il Gira Monticano e abbiamo realizzato il park alla stazione per le biciclette”.

(Autore: Arianna Ceschin)
(Foto: Arianna Ceschin)
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