Un tema originale per valorizzare i nostri paesi. E visto che ogni comunità ha le sue anime, figure che ne custodiscono l’essenza o ne tracciano il futuro, si è pensato con questa rubrica di raccontare le storie di chi, con il proprio impegno, incarna i valori, le tradizioni e le ambizioni del proprio paese.
Attenzione, però: non si parla di celebrità, ma di persone riconosciute e amate dai loro concittadini o, in alcuni casi, a loro sconosciuti, ma che rappresentano dei veri simboli della storia, della continuità o del cambiamento, in positivo, del nostro territorio.
Ecco allora, dopo “luoghi dimenticati” e “campanili”, un altro filone della rubrica settimanale di Eventi Venetando, promossa dal Consorzio Pro Loco Quartier del Piave, con cui Qdpnews.it riprende per i lettori fatti, avvenimenti o aspetti della vita dei nostri paesi.
La nostra rubrica settimanale ci porta ora nel cuore del Felettano, dove emergono figure che hanno lasciato segni profondi nella storia locale e nel panorama culturale veneto.
Persone iconiche di San Pietro di Feletto
Don Nilo Faldon e Lia e Flaminio De Martin
Di Enrico Dall’Anese
Volendo ricordare un personaggio che in tempi recenti possa essere considerato “illustre”, sorge spontaneo il ricordo di mons. Nilo Faldon, nato nel 1921 e scomparso nel 2016.
È stato ricercatore, bibliofilo e biografo. Autore di molte decine di pubblicazioni, ha tra l’altro studiato gli antichi Statuti medievali di Conegliano e si è occupato delle opere del grammatico cinquecentesco Alessandro Citolini, da lui ritrovate a Londra.
Ma la sua passione era soprattutto dedicata al Feletto, territorio che ha contribuito a far conoscere dal punto di vista culturale e paesaggistico approfondendone la storia e le tradizioni. Il presidente della Repubblica gli conferì la medaglia d’oro di benemerito della scuola, della cultura e dell’arte.
Fu membro della fondazione “Cima da Conegliano”, dell’Ateneo di Treviso e della Deputazione di Storia Patria per le Venezie.
Ma è doveroso ricordare in questa rubrica anche i coniugi Lia e Flaminio De Martin, personaggi che con la loro cultura e squisita ospitalità, hanno veramente concorso a rendere “illustre” questo territorio, divenuto per molti artisti famosi fonte di profonda ispirazione.
I coniugi De Martin fondarono, nel 1962 a Santa Maria, il Centro culturale denominato “Clan Verdurin”, un punto di incontro e polo di riferimento per artisti, pittori, scultori, poeti.
In questo cenacolo culturale privato si sono dati appuntamento i più grandi nomi del panorama artistico-culturale del Novecento italiano.
Il poco spazio a disposizione ci consente solo di ricordarne qualcuno.
Fra gli altri: Andrea Zanzotto, Giovanni Comisso, Carlo Della Corte, Alberto Moravia, Mario Soldati, Fulvio Tomizza, Diego Valeri, Neri Pozza, Toti Dal Monte, Mario Luzi, Carlo Bo, Massimo Cacciari, Giuseppe Mazzotti, Piero Chiara.
E ancora personaggi come: Walter Chiari, Federico Fellini, Stefania e Amanda Sandrelli, Oreste Lionello, Marcello Mastroianni, Rodolfo Sonego, Alberto Sordi, Ugo Tognazzi, Gianni Minà, Lina Wertmuller, Stefano Zecchi, Gian Antonio Cibotto, Bino Rebellato, Fulvio Roiter e molti altri.
(Autore: Alessandro Lanza)
(Foto: Eventi Venetando)
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