Un viaggio alla scoperta delle molteplici forme con cui l’essere umano può coesistere con le altre specie, che invita a riflettere sulla tutela di un ecosistema complesso e vitale per l’equilibrio del pianeta. A compierlo saranno la naturalista Valeria Barbi, giornalista ambientale e scrittrice esperta di biodiversità, e Davide Agati, fotografo e documentarista, con il sostegno di alcune utility del territorio impegnate nella tutela delle risorse naturali: Savno, Alto Trevigiano Servizi e Piave Servizi.
Dopo aver trascorso due anni a documentare gli impatti delle attività umane sulla biodiversità e documentare storie di coesistenza possibile tra esseri umani e altre specie con il progetto multimediale WANE – We Are Nature Expedition, la coppia, che collabora con la trasmissione della Rai GEO (Barbi ha una rubrica dedicata alla biodiversità e i servizi di Agati in collegamento dalla Panamericana sono andati in onda per più di due anni), torna sul campo con un nuovo reportage dedicato al rapporto tra comunità native e corsi d’acqua nella regione amazzonica brasiliana.
La spedizione partirà martedì 20 gennaio verso lo Stato del Roraima. Barbi e Agati navigheranno lungo il Rio delle Amazzoni, il Rio Negro e diversi affluenti, esplorando un bacino idrico che ospita circa il 20% dell’acqua dolce superficiale del Terra e oltre 3 mila specie di pesci. L’obiettivo è riportare l’attenzione su una regione che, nonostante la recente conclusione della COP 30, è spesso dimenticata dai radar mediatici.
“Vivremo in un villaggio, con una comunità locale, per studiare il suo rapporto con i fiumi laddove questi sono molto più che corsi d’acqua – racconta Barbi –. Sono infrastrutture vitali che collegano comunità isolate, permettono il trasporto di persone e beni, sostengono la pesca e la vita quotidiana di migliaia di persone. Sono ecosistemi complessi e viventi, parte di una regione, quella amazzonica, che ospita circa il 10% della biodiversità a livello globale e oggi sono minacciati dalla crisi climatica di origine antropica, da estrattivismo e da inquinamento, oltre che dalla perdita di habitat”.
Il valore scientifico di questo viaggio risiede nella natura multidisciplinare della ricerca, in un momento critico per la sopravvivenza degli ecosistemi tropicali, a maggior ragione se si pensa che la comunità accademica ritiene che l’Amazzonia potrebbe collassare nei prossimi dieci anni. Il livello dei fiumi nel 2023 ha raggiunto il minimo storico impedendone la navigabilità, compreso quello del più grande del mondo, il Rio delle Amazzoni. Senza contare che oltre alla crisi economica ed umanitaria, la grave siccità è stata anche responsabile di una massiccia moria di pesci e delfini rosa.
Attraverso immagini d’impatto, testimonianze locali e dati scientifici, il reportage inviterà a riflettere sul valore nascosto dell’acqua, sul suo ruolo come via di comunicazione e sull’urgenza di proteggere i fiumi come arterie vitali del nostro pianeta. La spedizione scientifica sarà occasione per documentare come ciò che accade in luoghi remoti ha conseguenze dirette e globali, spesso inaspettate, e dipende anche da scelte quotidiane di consumo che compiamo a migliaia di chilometri di distanza.
“Valori come la tutela dell’ambiente e la gestione responsabile delle risorse sono al centro della nostra identità e del nostro operato quotidiano. Con il sostegno a questa iniziativa, vogliamo promuovere una cultura della sostenibilità diversa, per aumentare la consapevolezza che la salute dei nostri luoghi è strettamente connessa al benessere dell’ecosistema dell’intero Pianeta. L’Amazzonia è lontana solo geograficamente: la stabilità dei suoi cicli stagionali, o qualsiasi crisi climatica avvenga i quei luoghi all’apparenza remoti, si riflette inevitabilmente anche sulla sicurezza delle risorse idriche e sulla sostenibilità del nostro territorio” fanno sapere i presidenti di Savno, Stefano Faè; di Piave Servizi, Alessandro Bonet; e di Ats, Fabio Vettori.
L’obiettivo a lungo termine è portare il progetto anche nelle scuole del territorio per parlare in particolare di conservazione della biodiversità. “Attraverso questa collaborazione, le nuove generazioni e i cittadini del nostro territorio potranno comprendere meglio come le sfide globali del clima e della biodiversità ci riguardino tutti da molto vicino”, continuano i vertici delle tre aziende, che chiudono: “Un grosso in bocca al lupo a Valeria e Davide per questa avventura: non vediamo l’ora di riaccoglierli per condividere i risultati e le preziose testimonianze raccolte”.


VALERIA BARBI
Valeria Barbi è una giornalista ambientale e scrittrice esperta di biodiversità, naturalista e politologa di formazione. Ha viaggiato in 5 continenti e 44 Paesi per osservare il comportamento delle altre specie e indagare il rapporto tra l’essere umano e la natura. Autrice di “Che cos’è la biodiversità, oggi”, pubblicato nel 2022 da Edizioni Ambiente, co-autrice di “La comunicazione ambientale”, edito da Franco Angeli e “Dall’Alaska alla Patagonia. Viaggio attraverso gli ecosistemi più straordinari del mondo” pubblicato ad ottobre 2025 da Laterza editori. È co-autrice, insieme a Davide Agati, di WANE – We Are Nature Expedition, un reportage multimediale finalizzato a documentare gli impatti delle attività umane sulla biodiversità ed a mappare storie di coesistenza possibile tra esseri umani e altre specie. Per GEO (Rai3) cura una rubrica sull’importanza della biodiversità e sulla biomimesi. I suoi articoli sono stati pubblicati su svariati quotidiani e magazine tra cui Lifegate, Pianeta 2030 del Corriere della Sera, La Rivista della Natura, Materia Rinnovabile, e i suoi servizi sono andati in onda su Rai 3. Per GEO, cura una rubrica su biodiversità e biomimesi. È curatrice di The Wild Line, la mostra fotografica di Davide Agati che racconta la spedizione lungo la Panamericana realizzata nell’ambito del progetto WANE. È responsabile della comunicazione di Salviamo L’Orso e fa parte della Commissione per la Comunicazione e l’Educazione dell’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura. È stata nominata Colibrì d’onore di Save The Planet per il suo impegno nei confronti della natura, ed è ambasciatrice del Patto Europeo per il Clima.
DAVIDE AGATI
Davide Agati è fotografo e documentarista. Con i suoi scatti cerca di dare voce a situazioni, e specie animali e vegetali, vittime delle azioni umane. Dopo aver esplorato 40 Paesi, ad oggi i suoi lavori si concentrano soprattutto sui continenti Nord e Sud Americano, e sull’Africa meridionale. Le sue foto sono state pubblicate su quotidiani, magazine cartacei e testate online come Green&Blue di la Repubblica, Pianeta 2030 del Corriere della Sera, Lifegate, La Rivista della Natura, Materia Rinnovabile, Donna Moderna, Natural Style. Il suo scatto che immortala uno degli ultimi esemplari di tartaruga gigante delle Galapagos è stato scelto come immagine di copertina de La Rivista della Natura, che ha ospitato il reportage dalle Isole Galapagos nell’ambito del progetto WANE. I suoi servizi sono andati in onda in diverse puntate di GEO – Rai3, dove si è recato anche come ospite. Informatico di formazione. Velista per passione. Viaggiatore zaino in spalla sempre alla ricerca di nuove storie da documentare che parlino di coesistenza tra esseri umani e natura. Ha fatto della curiosità la sua principale caratteristica.


(Autore: Redazione di Qdpnews.it)
(Foto: Davide Agati)
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