Dario fuori dalla Giunta, le reazioni delle opposizioni


La revoca dell’assessorato a Yuri Dario
 ha suscitato a Conegliano le reazioni da parte della politica, in particolare dalla frangia dell’opposizione.

Parole che hanno oscillato tra la solidarietà all’ormai ex assessore e, al tempo stesso, tra le critiche mosse sulla gestione del commercio in città e delle stesse deleghe a Conegliano.

L’opposizione ha inoltre osservato come quella fatta non sia altro che una mossa strategica, pensata di fronte a una logica di equilibrio all’interno del gruppo provinciale di Forza Italia.

Critiche avanzate ad esempio dal gruppo di “Libertà civica e popolare”, composto da Stefano Dugone, Piero Garbellotto e Filippo Secolo.

“Lamentiamo, ancora una volta, la mancanza di sensibilità istituzionale, apprendendo dai social e dai quotidiani la revoca, con effetti immediati, dell’assessore Dario. Siamo alla quarta dipartita di giunta nei mandati di Chies (revoche di Boscariol e Zambon nel primo mandato, dimissioni di Piccoli e revoca di Dario in questa tornata), segno evidente di una difficoltà di saper tenere unita la squadra da lui stesso scelta – hanno affermato -. Le motivazioni addotte ci paiono incredibili, soprattutto in riferimento all’armonia di squadra, perché tutto possiamo contestare a Yuri Dario meno che non sia persona affabile e con la quale si possa parlare serenamente”. 

“La scelta del nuovo assessore ci stupisce, non solo perché privato del referato più corposo, il commercio, ma perché pare un risarcimento rispetto alla mancata nomina di presidente del consiglio e volta a salvaguardare vacillanti equilibri provinciali all’interno di Forza Italia. Al di là dell’esperienza politica del nuovo assessore, il segnale che si lancia non è sicuramente ‘largo ai giovani’ – hanno concluso -. Vengono così a mancare visione del futuro ed entusiasmo. Tutto questo a un anno dal rinnovo dell’amministrazione comunale. Siamo evidentemente, dopo il flop delle Regionali, di fronte alla certificazione della fine di un ciclo politico senza visione e con scarsi risultati per la città”.

Anche Francesca Di Gaspero, capogruppo del Pd, ha colto l’occasione per puntare il dito contro la gestione della questione e, al contempo, per evidenziare la disponibilità al dialogo dimostrata da Dario, nonostante la diversa “casacca” politica.

“Desidero esprimere la mia solidarietà a Yuri Dario. Non per la scelta politica in sé, in politica i cambiamenti di assetto possono accadere, ma per le modalità con cui questa decisione è stata portata avanti. Per quanto ho avuto modo di conoscerlo, Dario è una persona educata, pacata e dotata di un significativo spessore umano. È possibile che non sia riuscito a esprimere pienamente il proprio potenziale nel ruolo assegnato, anche a causa delle pressioni interne alla maggioranza che ne hanno limitato l’azione – ha affermato Di Gaspero -. In una gestione politica sana, i rimpasti si condividono e si discutono. Non si impongono come una spada di Damocle. Questo modo di procedere richiama stili di governo che nulla hanno a che vedere con una dialettica democratica matura. Dopo le elezioni regionali, alla luce dei risultati poco incoraggianti per il nostro sindaco, appare evidente che qualcosa si sia incrinato negli equilibri interni. Le ipotesi sono due, o forse entrambe: o il sindaco, che secondo notizie di stampa sarebbe a sua volta in difficoltà all’interno del suo partito, ha ritenuto necessario muovere alcune pedine per garantirsi nuovi appoggi politici, oppure l’ex assessore ha espresso opinioni non allineate alla maggioranza e, come troppo spesso accade, invece di valorizzare il confronto e le osservazioni costruttive, si è preferito isolare o allontanare chi osa mettere in discussione le scelte della leadership”.

“Qualunque sia la motivazione reale, il risultato non cambia: si tratta di un passo indietro per la città. Conegliano avrebbe bisogno di una classe dirigente di ben altra caratura, capace di anteporre il bene comune alle dinamiche interne e alle convenienze personali – ha aggiunto – Il potere è sempre temporaneo, e quando viene usato per regolare conti politici o per zittire il dissenso, finisce per logorare chi lo esercita. A forza di tagliare chi non si allinea, si rischia di ritrovarsi soli davanti allo specchio”.

Più critico invece Alessandro Bortoluzzi, del Gruppo misto, sull’operato dell’ex assessore che, a suo dire, non sarebbe stato incisivo sulle sorti del commercio cittadino: “Yuri Dario è una persona perbene. Ma oggettivamente il giudizio politico sul suo operato non può essere positivo – ha affermato – Per le attività produttive e commercio non è riuscito a mettere in campo nessuna iniziativa degna di nota. Ora passa tutto nelle mani del sindaco: abbiamo la garanzia assoluta che nulla verrà fatto, zero assoluto”.

Sbagliata, secondo Lucrezia Aggio di Fratelli d’Italia, la modalità con cui Yuri Dario è stato allontanato dalla giunta e, allo stesso tempo, il modo con cui l’opposizione ne è stata messa a conoscenza: “La revoca dell’assessore al Commercio Yuri Dario arriva come un fulmine a ciel sereno, ma soprattutto arriva nel modo sbagliato. Ancora una volta la minoranza viene a conoscenza di decisioni così importanti attraverso giornali e social, senza alcuna comunicazione istituzionale preventiva. Un atteggiamento che dimostra scarsa considerazione del ruolo del consiglio comunale e delle forze di opposizione – ha affermato – Da anni chiedevo un cambio netto alla guida del settore Commercio, denunciando criticità evidenti sotto gli occhi di tutti. Le mie richieste sono rimaste inascoltate”.

“Oggi, a un solo anno dalle elezioni, si decide finalmente di intervenire: una scelta che appare più come un’operazione di facciata che come una reale volontà di rilancio – ha proseguito – Il commercio locale vive difficoltà strutturali che richiedono programmazione, visione strategica e tempi adeguati. I cittadini e gli operatori del settore meritano serietà, trasparenza e un progetto concreto, non decisioni tardive”.

In tutto ciò Maurizio Tondato, capogruppo della Lega in consiglio, ha espresso l’auspicio che ora si faccia qualcosa di più concreto per il settore del commercio cittadino: “Apprendiamo dalla stampa locale e dall’ex assessore Yuri Dario che il sindaco gli ha revocato tutte le deleghe, compresa quella del commercio. Dal punto di vista umano mi dispiace per l’assessore, che ritengo una persona onesta e corretta, in particolar modo se si pensa che ormai manca un anno e pochi mesi alla fine del mandato – così ha iniziato Tondato – Non posso però non far presente che il sottoscritto, a nome del gruppo consiliare che rappresento, già dopo pochi mesi dall’insediamento dell’amministrazione e sino a pochi giorni fa aveva evidenziato le forti criticità che riguardavano quell’assessorato, penalizzando fortemente il settore del commercio, tanto da costringere diversi esercizi commerciali a chiudere”.

“Non posso non ricordare quando oltre due anni fa è stato convocato un consiglio comunale straordinario su richiesta di tutte le associazioni di categoria del mondo produttivo, per discutere del tema e, in quell’occasione, era stato chiesto dalle associazioni presenti l’avvio di un tavolo di lavoro con l’amministrazione e i loro rappresentanti di categoria, per un confronto costruttivo, con l’obiettivo di rilanciare il settore del commercio: la risposta dell’amministrazione era stata ‘no’ – ha continuato -. Ora il sindaco, che ha tenuto per sé la delega al commercio, dichiara che nelle prossime settimane attiverà dei tavoli di lavoro con l’Associazione dei commercianti: tutto ciò fa piacere, l’auspicio però è che da questi confronti si riesca a raggiungere risultati concreti, positivi e non solo impegni/promesse”.

“Sono passati più di quattro anni dall’insediamento dell’attuale maggioranza, manca circa un anno alla scadenza del mandato, siamo già in ritardo e le risposte positive ai bisogni del settore del commercio sono urgenti: il rischio è che la situazione precipiti ulteriormente, penalizzando l’intero territorio – ha concluso -. Il settore del commercio, accompagnato da una maggior sicurezza a Conegliano, sono il fondamentale presupposto per la riqualificazione della nostra città”.

(Autore: Arianna Ceschin)
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