“Dietro il paesaggio”: presentato un volume collettivo “per un museo avanzato del territorio”

“Dietro il paesaggio” non è soltanto il titolo di un volume, ma anche l’invito a osservare il paesaggio “oltre la copertina”.

L’opera in questione, edita da Anteferma, è stata presentata ieri sera nell’aula magna dell’ex convento di San Francesco di Conegliano, alla presenza del sindaco Fabio Chies, dei due curatori PierAntonio Val Gian Maria Casadei, con un intervento da parte di Marta Mazza (soprintendente ABAP – Padova, Trieste, Belluno). La serata è stata presentata dal giornalista Giovanni Stefani.

Il volume è stato l’occasione per riflettere sul concetto di “un museo avanzato del territorio e del paesaggio della Sinistra Piave”, e ha visto la collaborazione del Comune, del Rotary Club Conegliano e dell’Università Iuav di Venezia (ateneo incaricato nel redigere il piano di ricostruzione di Gaza).

Il libro ricalca il titolo di quella che è stata una raccolta poetica di Andrea Zanzotto, per trasmettere la necessità di comprendere le forze che regolano il lavoro dell’uomo. Lavoro che ha saputo “tessere la fisionomia del paesaggio”.

“Sono le parole di Zanzotto che meglio traducevano la necessità di aprire la copertina e di capire cosa c’è dietro – il commento di PierAntonio Val -. Prima dell’architettura c’è un progetto. Per comprendere un territorio, quindi, è necessario leggerne lo sfondo culturale e il mosaico di relazioni che lo compone”.

Il volume è composto da 29 stanze tematiche: dalla figura del Cima da Conegliano (pittore paesaggista dalle raffigurazioni quasi fotografiche, in passato incompreso) ai distretti industriali, dalla storia della Carpenè Malvolti alla nascita della Scuola enologica.

E ancora, la ricerca d’identità post-unitaria, la Grande Guerra e la situazione post conflitto: tutti aspetti che hanno contribuito a stimolare il percorso antropologico del territorio, fino ai giorni nostri.

Stanze tematiche, quindi, che hanno riunito lo sguardo e le prospettive dei docenti di tutti gli atenei del Veneto ed esperti del settore, che hanno firmato i vari scritti.

“Abbiamo un territorio fortemente storicizzato, quindi la sua analisi richiede uno studio in grado di ricostruire i principi guida che ne hanno permesso di riconoscerlo come bene culturale universale” ha affermato la soprintendente Mazza.

Un territorio, quindi, visto come “museo diffuso e strumento di decodificazione del territorio”: un concetto espresso in un volume che ha richiesto un lavoro concentrato in due anni.

“Un lavoro a cui il territorio ha risposto con grande entusiasmo, – il commento di Val – per un concetto di museo che non deve avere perimetri. Un territorio stimolante, per cui vale la pena fare un viaggio e conoscerlo”.

“Una storia da conoscere, per chi abita nel territorio e per chi viene da turista – ha aggiunto – Una storia per aumentare la consapevolezza nelle nuove generazioni, così da stimolare nuovi investimenti, in grado di aumentare la bellezza di questo territorio”.

(Autore: Arianna Ceschin)
(Foto: Arianna Ceschin)
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