“Essere (in) natura”: in 1.200 per la prima edizione del Festival promosso da Savno e Consiglio di Bacino

È già tempo di bilanci per la prima edizione di “Essere (in) Natura”, il festival promosso da Savno e Consiglio di Bacino dedicato a dialoghi ed esperienze intorno al rapporto tra uomo e natura. Tra Conegliano, Vittorio Veneto e San Pietro di Feletto, da giovedì 2 a domenica 5 ottobre, l’iniziativa ha saputo registrare circa 1.200 presenze complessive, tra studenti, famiglie e cittadini, riuscendo a confermare le aspettative di una rassegna unica nel suo genere.

Il tema scelto per questo esordio, “Radici e Orizzonti”, ha offerto la cornice ideale per intrecciare saperi diversi: filosofia, scienza, spiritualità, psicologia ed esperienze pratiche si sono alternate per accompagnare il pubblico in un percorso culturale, ma anche profondamente personale.

La giornata inaugurale, giovedì 2 ottobre, è cominciata al Teatro Da Ponte di Vittorio Veneto, con un incontro dedicato agli studenti per parlare del concetto di natura dai filosofi greci alla crisi ambientale, ed è proseguita in serata al Teatro Accademia di Conegliano. L’incontro ha raccolto le voci di Valeria Barbi, giornalista ambientale e scrittrice; Matteo Saudino, conosciuto come BarbaSophia, professore di filosofia e divulgatore; Goffredo Bordese, psicologo e psicoterapeuta; Juan Carlos Diaz, operatore in attività assistite con animali; Laura Secco, docente di politiche e governance del settore forestale dell’Università di Padova; e Fill Pill, ambientalista “coatto” e stand-up comedian.

“All’appuntamento del mattino hanno partecipato 310 studenti del Vittoriese con i loro insegnanti, mentre la sera in platea si sono contate 370 persone. Siamo felici della risposta del pubblico al festival, e anzi, molta gente si è detta sorpresa che Savno avesse organizzato un evento di questo genere – commentano Stefano Faè, presidente di Savno, Gianpaolo Vallardi, direttore generale di Savno, e Roberto Campagna, presidente del Consiglio di Bacino Sinistra Piave –. Il nostro rappresenta un esempio unico qui in Veneto, una rassegna voluta e realizzata dal gestore dei servizi ambientali, che rientra pienamente nella nostra mission di promuovere la crescita sostenibile del territorio non solo attraverso la gestione virtuosa dei rifiuti ma anche incentivando una maggiore consapevolezza sui temi a noi cari e iniziative che possano generare valore condiviso”.

Venerdì è stato interamente dedicato al dialogo tra terra, inclusione e benessere. La mattina, nell’Aula Magna del Campus Viticolo Enologico di Conegliano, il pubblico ha potuto assistere all’incontro “Il potere della terra: coltivare rinascita e inclusione”, un momento di confronto tra realtà sociali e cooperative che fanno della natura uno strumento di cura e di partecipazione. Attraverso le testimonianze di Alessandro Becagli, Goffredo Bordese, Massimo Ciacchi, Marina Cuollo, Fiorenzo Fantinel e Andrea Serra, sono emerse storie di rinascita, solidarietà e lavoro condiviso, dove la terra diventa occasione di riscatto e di crescita collettiva.

Nel pomeriggio, l’atmosfera si è fatta più giocosa e familiare con l’attività “Fai merenda con gli asinelli!” curata da Díaz, che ha coinvolto bambini e adulti in un’esperienza di contatto autentico con gli animali e con la natura per comprendere quanto sia importante entrare in contatto con la vita che ci circonda, affrontandone anche gli aspetti che talvolta ci spaventano.

Sabato, invece, all’Agriparco Brolo e alle Filande di Vittorio Veneto, in compagnia di Giorgia Ros e Graziella Migot e Annachiara Zottarel de L’Officina del Cuore, sono state preparate tisane con erbe di campo e profumi per un risveglio sensoriale, accompagnate da una degustazione di vini e da una cena a base di prodotti stagionali e dell’orto: un modo per riscoprire i benefìci dei frutti della terra, doni che la natura ci ha fatto per affrontare tutte le stagioni. Domenica, infine, una giornata interamente dedicata alla meditazione e alla riscoperta, con la partecipazione anche del fisioterapista craniosacrale Francesco Scarponi.

Il bilancio di questa prima edizione si misura nei numeri, ma non solo. “Il festival ha richiamato visitatori anche da fuori regione: sono arrivati partecipanti da Genova, Trieste, Mestre, Castiglione d’Adda e Trentino, ad esempio. Un segnale importante anche per l’indotto del territorio – fanno sapere Faè, Vallardi e Campagna –. Le attività esperienziali sono andate interamente sold out in pochi giorni. Molti ospiti e relatori, inoltre, ci hanno espresso il desiderio di tornare, inviandoci messaggi di ringraziamento e apprezzamento per l’ospitalità veneta e per il nostro impegno, riconoscendo il valore di un’iniziativa che si distingue da quelle abituali nel settore”.

In attesa della conclusione ufficiale della rassegna, in programma i prossimi 20 e 21 novembre all’Auditorium Dina Orsi di Conegliano, in compagnia di don Luigi Ciotti, fondatore del Gruppo Abele e dell’associazione Libera contro la mafia, è già tempo di guardare all’edizione 2026: “Vogliamo riproporre l’iniziativa anche il prossimo anno, il tema lo abbiamo già individuato ma è ancora presto per anticiparlo. Di certo rimarrano la cornice autunnale e la volontà di mantenere al centro il dialogo e la dimensione esperienziale”, anticipano i vertici di Savno e del Consiglio di Bacino Sinistra Piave.

Il festival, interamente gratuito, è stato realizzato con il patrocinio di Provincia di Treviso, Comuni di Conegliano, Vittorio Veneto e San Pietro di Feletto, CIT – Consorzio di Igiene del Territorio, Consiglio di Bacino Sinistra Piave e Legambiente, con il sostegno di Consorzio Italiano Compostatori e Bioman.

(Autore: Redazione di Qdpnews.it)
(Foto: Savno)
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