Conegliano Valdobbiadene, cuore del Prosecco Superiore DOCG e paesaggio riconosciuto Patrimonio dell’Umanità UNESCO, presenta la propria candidatura a Città Italiana del Vino 2026 con un progetto voluto dai sindaci interessati con un titolo forte e visionario: “Giovani al Centro”, ponendosi l’obiettivo di dare voce e spazio alle nuove generazioni, protagoniste del futuro del territorio e ambasciatrici di una cultura del vino che guarda all’innovazione senza perdere le proprie radici.
Un’area – composta da circa 135.700 abitanti – conosciuta e riconosciuta per il paesaggio culturale, unico e caratterizzato da colline vitate e borghi storici, frutto dell’interazione tra uomo e ambiente tanto da aver ottenuto nel 2019 il riconoscimento di “Le Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene” Patrimonio dell’Umanità – UNESCO.
Un territorio ben definito, in continua evoluzione, che nelle sue molteplici contraddizioni ha trovato una sintesi dal punto di vista sociale, amministrativo, associativo, produttivo e culturale. Innumerevoli sono le iniziative amministrative svolte negli anni da questi Comuni, finalizzate al benessere e alla tutela del territorio. Peculiari sono le attività che le moltissime associazioni svolgono con passione per promuovere le eccellenze del territorio, le sue tipicità, il paesaggio, le tradizioni e l’arte dell’accoglienza. Basti pensare alle numerose infrastrutture di interesse turistico e ambientale presenti quali, tra le tante, il Cammino delle Colline del Prosecco Conegliano e Valdobbiadene (che conta ben 40 itinerari a piedi), i sentieri mappati 988-989-1024-1025, la Ciclovia Monaco Venezia, la Ciclovia La Piave, il Cammino di Sant’Antonio, il Bosco delle Penne Mozze, il Parco delle Grotte del Caglieron, il Mulinetto della Croda, i Sentieri tra Pianezze ed il Monte Cesen, il Giro delle Malghe di Pianezze, il Gira monticano, il Sentiero di Papa Giovanni XXIII.
All’odierna conferenza stampa di presentazione della candidatura hanno preso parte il sindaco e l’assessore al turismo di Conegliano Fabio Chies e Claudia Brugioni, il sindaco di Valdobbiadene Luciano Fregonese e Benedetto De Pizzol, coordinatore regionale delle Città del Vino, oltre ad altri sindaci del territorio. Una presenza corale che sottolinea come la candidatura non appartenga a un singolo Comune, ma all’intera area, composta da circa 135.700 abitanti e caratterizzata da colline vitate, borghi storici e un paesaggio riconosciuto a livello internazionale.
Chies ha rimarcato il valore corale del progetto: «È una candidatura di territorio, che coinvolge molti comuni, la Regione, la Provincia, il terzo settore e i consorzi. Tutto unito per dimostrare ancora una volta il valore e il patrimonio che abbiamo, frutto di una lunga tradizione ma anche di un grande presente e di un futuro ricco di opportunità. Sempre più turisti arrivano qui, sempre più eventi vengono organizzati: sono 190 le iniziative inserite nel dossier per un valore complessivo di oltre 20 milioni di euro. Dobbiamo esserne consapevoli e raccontare la storia del nostro territorio, anche attraverso questa candidatura, che cade in un anno significativo come quello dei 150 anni dell’Istituto Cerletti, la prima scuola enologica d’Italia. Abbiamo parlato anche dei 150 anni dell’emigrazione, perché il nostro territorio dialoga con il mondo e ne è orgoglioso. Vincere significherebbe aggiungere un altro tassello al lavoro che stiamo portando avanti insieme».
Fregonese ha ricordato i passi compiuti: «Nel 2016 siamo stati riconosciuti Città Europea del Vino e oggi, dieci anni dopo, la candidatura a Città Italiana del Vino 2026 è un’occasione per fare il punto, capire dove siamo cresciuti e dove dobbiamo ancora migliorare. Non vuole essere una semplice vetrina, ma un impegno rinnovato per politiche di area. Il dossier raccoglie non solo il lavoro dei Comuni, ma anche delle associazioni, del terzo settore e delle tante collaborazioni che animano il territorio. Il tema dei giovani è fondamentale: non come elemento di facciata, ma come protagonisti veri, per quello che già fanno e per quello che potranno dare alla crescita futura».
De Pizzol ha spiegato la scelta dello slogan “Giovani al Centro”: «È un modo per guardare avanti e aprire una riflessione sull’evoluzione del territorio nei prossimi anni. Abbiamo avuto grandi successi, ma sappiamo che nulla è eterno: per mantenerli serve un ragionamento condiviso con le nuove generazioni. Sono loro che erediteranno questo patrimonio e dovranno portarlo nel futuro».
L’area Conegliano Valdobbiadene si propone dunque come laboratorio di idee, energie e progettualità, pronto ad accogliere nel 2026 eventi di respiro nazionale e internazionale capaci di rafforzare la reputazione dei Comuni appartenenti e di ispirare le comunità del vino in tutta Italia. La candidatura presenta, infatti, un calendario – che si svilupperà nell’anno 2026 – che propone più di 190 eventi e che investirà circa 21 milioni di euro. Vanta, inoltre, l’adesione di diversi partner pubblici quali la Regione Veneto, la Provincia di Treviso, Cirve Università degli Studi di Padova – Sede di Conegliano, Crea Ve Conegliano e ISISS GB “Cerletti” di Conegliano e gode del sostegno dei Comuni Città del Vino del Veneto.
Dal lato produttivo giocano un ruolo cruciale i Main Partner come i Consorzi di tutela del territorio, in particolare il Consorzio di Tutela Conegliano Valdobbiadene Prosecco Docg, che con i propri servizi sostiene ed informa costantemente i propri produttori relativamente alle attività viticole ed enologiche (due le denominazioni presenti: “Conegliano Valdobbiadene” e “Colli di Conegliano). Nell’area della candidatura sono presenti più di 400 cantine, diversi musei del vino (Museo Manzoni – Scuola Enologica Conegliano; Suv Spazio dell’uva e del vino – Follina; Museo dei Mestieri e della Civiltà Contadina – Susegana). E non solo. L’associazione per il Patrimonio delle Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene, GAL Alta Marca Trevigiana, Strada del prosecco e Vini dei Colli Conegliano Valdobbiadene).
Il polo enologico di Conegliano rappresentato dalla prima Scuola Enologica d’Italia (che nel 2026 celebrerà i 150 anni dalla fondazione), dal CREA VE (nata come Regia Stazione Sperimentale in Viticoltura ed Enologia), dall’Università di Padova con il corso di laurea in “Scienze e tecnologie Viticole enologiche” e dal CIRVE – Centro Interdipartimentale di Ricerca in Viticoltura ed Enologia – rappresentano nel territorio un’eccellenza unica.
Anche le istituzioni, particolarmente radicate, ricoprono un ruolo fondante, valorizzando la cultura enologica e la tutela del patrimonio storico di conoscenze: l”Associazione Nazionale Città del Vino” – ben rappresentata nel territorio (10 anni fa la proclamazione di Conegliano Valdobbiadene Città Europea del Vino) e l”’Associazione Strada del Prosecco e Vini dei Colli Conegliano Valdobbiadene”, che si occupa di promuovere la prima strada del vino d’Italia (nel 2026 ricorrerà il 60 esimo anniversario).
E non solo. La candidatura ha ottenuto l’adesione di tantissimi collaboratori quali: Accademia Italiana della Vite e del Vino; Associazione Carnevali di Marca; associazione Dama Castellana; Assoenologi Veneto orientale; Istituto Beato Toniolo; Calcio Conegliano; Cantine Senza Barriere; Comitato Provinciale Unpli Treviso Aps; Condifesa TVB; Confraternita Valdobbiadene (nel 2026 ricorreranno gli 80 anni dalla sua fondazione); Consorzio Colli Conegliano Docg; Enaip Conegliano “Amalia Moretti Foggia”; Federalberghi Treviso; Istituto Michelangeli; Nova Vita Aps; OGD; Orchestra Sio; Ordine Architetti Pianificatori Paesaggisti Conservatori Provincia di Treviso; Ordine dei Dottori Agronomi Forestali e dei Dottori Forestali della Provincia di Treviso; Ordine dei Geologi del Veneto; Prosecco Hills; Rotaract Conegliano; Tdex Conegliano Aps.
Nell’anno 2026 si accenderanno i riflettori del mondo sulle Olimpiadi Milano-Cortina. Un evento mondiale che avrà, sul territorio, un impatto significativo, anche dal punto di vista turistico.
Il titolo di Città Italiana del Vino rappresenta un’opportunità straordinaria per rafforzare il legame tra i giovani e il territorio, rendendoli protagonisti della promozione di un paesaggio unico e di un patrimonio culturale ed enologico che appartiene al mondo.
Se assegnato, il titolo di Città Italiana del Vino 2026 trasformerebbe Conegliano Valdobbiadene in un laboratorio nazionale di esperienze, eventi e progettualità con al centro i giovani e il loro ruolo nel costruire il futuro del territorio.
(Autore: Redazione di Qdpnews.it)
(Foto: Mihaela Condurache)
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