“Le sfide della territorialità del domani”: un confronto tra sindaci alla vigilia dell’anniversario Unesco

Era il 7 luglio 2019 quando a Baku la zone delle Colline del Conegliano-Valdobbiadene venivano ufficialmente dichiarate Patrimonio Unesco, consacrando un percorso iniziato nel 2008.

Alla vigilia dell’anniversario di questo riconoscimento è possibile fare una riflessione su quanta strada è stata fatta ma, allo stesso tempo, su cosa resta da migliorare e implementare. Per il futuro del territorio e della popolazione che lo abita.

Una riflessione che domenica è stata al centro della tavola rotonda “Le sfide della territorialità del domani”, uno spazio di confronto ospitato sotto la Loggia del municipio di piazza Cima, a Conegliano, nell’ambito della terza edizione del Festival Cultura Liberata.

A dialogare su questo tema sono stati i sindaci Fabio Chies (Conegliano), Mirella Balliana (Vittorio Veneto) e Luciano Fregonese (Valdobbidante). A moderare l’incontro, la giornalista del quotidiano Qdpnews.it Arianna Ceschin.

Vari gli aspetti toccati, tra cui il turismo, le infrastrutture, gli investimenti necessari e da mettere in campo, il dialogo territoriale, la viabilità e la mobilità ciclabile, la cultura e gli eventi.

Tematiche su cui tutti e tre i sindaci hanno mostrato posizioni concordi, a partire da quella della necessità di un impegno costante nel far conoscere un territorio che, per nascita, non ha una vocazione turistica ma, a seguito della conquista del titolo, ha assistito a un’ondata di turisti, anche dall’estero.

Un cambio di prospettive che ha condotto a un maggiore impulso da parte dell’imprenditoria privata nell’investire sul territorio e al recupero di vari edifici dismessi, anche se, a detta dei sindaci, sarebbero necessari altri posti letto visti i numeri del turismo registrati.

I primi cittadini hanno però convenuto sul fatto che inizialmente non ci fosse, da parte della gente, una percezione chiara di quanto il titolo avrebbe portato con sé, attendendo dei cambiamenti immediati e celeri.

Se il dialogo tra Comuni è stato descritto perfettamente funzionante dai sindaci, questi ultimi hanno espresso l’augurio di un confronto maggiore tra enti diversi.

Una marcia differente, secondo Chies, Balliana e Fregonese, servirebbe anche dal Governo centrale, con bandi che non vadano a penalizzare i Comuni più piccoli e tagli che non pesino sulle amministrazioni locali, con l’impossibilità di implementare gli uffici da un punto di vista numerico del personale.

Sul fronte della viabilità e della ciclabilità, se da un lato è chiaro come l’estero sia più avanti rispetto ai nostri territori, in fatto di collegamenti, secondo i sindaci sarebbe necessario un cambio di mentalità da parte della popolazione, che a volte non vedrebbe di buon occhio la pedonalizzazione di aree solitamente votate al transito automobilistico oppure non è abituata all’utilizzo del trasporto pubblico.

D’altra parte, però, hanno osservato come le aziende di trasporto dovrebbero mettere in campo iniziative funzionali e a misura di tutti.

Sul fronte della cultura e degli eventi, i tre sindaci si sono dimostrati interessati a condividere il Festival Cultura Liberata, non nascondendo l’esigenza di una diversa forma di comunicazione degli eventi offerti (spesso più noti alle persone esterne) e di un’unica cabina di regia per le iniziative promosse.

Un tema, quello del Patrimonio Unesco che, come è emerso, offre ancora numerosi spunti di riflessione per un futuro diverso del territorio.

(Autore: Redazione di Qdpnews.it)
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