Terza edizione ieri sera del convegno “Sport e disabilità”, promosso dall’associazione Super Simo’s family con il patrocinio del Comune di Conegliano e della Nostra Famiglia, per riflettere sul tema “Diversamente abili, ugualmente sportivi”.
L’iniziativa si è tenuta all’ex convento di San Francesco di Conegliano, di fronte a una nutrita platea.
Presenti in sala l’assessore regionale Paola Roma, gli atleti paralimpici Paolo Tonon e Asia Pellizzari.
A condurre la serata è stato l’avvocato Stefano Bof, presidente dell’associazione organizzatrice.
L’appuntamento è stato il momento propizio per riflettere su determinate tematiche, come ad esempio la rilevanza mediatica delle Paralimpiadi, l’abbattimento delle barriere architettoniche, l’accoglimento della disabilità nel tessuto sociale, il concetto di disabilità nel corso della storia e le iniziative sportive concepite all’insegna dell’inclusione.


A inaugurare la riflessione è stato Davide Giorgi, presidente regionale Cip (Comitato italiano paralimpico) Veneto, il quale ha sottolineato quanto sempre più marchi stiano investendo nelle Paralimpiadi, rispetto al passato.
“Le Paralimpiadi vengono viste come uno spettacolo bello da vedere”, ha affermato.
Successivamente, l’associazione “Sogno attivo” si è presentata, raccontando la propria genesi a partire dalla realizzazione del sogno di Franco, un ragazzo con disabilità che desiderava correre alla maratona di New York.
Il concetto di disabilità nella storia è stato invece il focus dell’intervento di Gianmarco Panizzo (referente regionale Cip Veneto per l’avviamento allo sport).
Panizzo è partito dall’era del Paleolitico, epoca in cui il tessuto sociale aiutava la persona con disabilità. Un cambio di prospettiva giunse con l’arrivo del cristianesimo, momento in cui nacque la compassione.
Le cose cambiarono drasticamente nel corso del Medioevo, quando la disabilità veniva vista come una punizione divina e la conseguenza dell’operato degli antenati.
Fu durante l’Illuminismo che nacquero i primi codici in Braille. Una pesante retrocessione nell’accogliere la disabilità, invece, si verificò con il Nazismo. Soltanto nel dopoguerra ci fu il riconoscimento di quanto male fosse stato fatto in precedenza e si assistette alla nascita dell’associazionismo.
“Oggi la disabilità è uan condizione in via di evoluzione – ha affermato Panizzo, chiarendo che i peggiori ostacoli per chi sta vivendo tale condizione sono l’atteggiamento pietistico e l’esclusione – L’interazione sociale è quella che fa la differenza. Lo sport normalizza socialmente la disabilità, in quanto può favorire l’inclusione”.
“Lo sport fa bene quando è gestito bene da chi ci lavora – ha aggiunto – Altri ostacoli sono le barriere architettoniche e la scarsa considerazione mediatica: fino a qualche anno fa non c’era interesse verso gli atleti paralimpici”.
“Tra i benefici dello sport – ha proseguito – ci sono il contrasto alla sedentarietà, la possibilità di fare esperienza, lo sviluppo di un senso di indipendenza e di controllo, l’opportunità di socializzare e di esplorare le proprie risorse personali”.
Il convegno si è concluso con la presentazione dei progetti e delle esperienze del gruppo Atletica Santa Lucia, dei Falcons Basket di Vittorio Veneto e della pallavolo San Vendemiano.
(Autore: Arianna Ceschin)
(Foto: Arianna Ceschin)
(Articolo e foto di proprietà di Dplay Srl)
#Qdpnews.it riproduzione riservata








