Può l’arte comunicare i sentimenti e gli stati d’animo, anche quelli più complessi? La risposta è senz’altro affermativa, a giudicare dalle opere esposte in Galleria del Novecento, negli spazi di Palazzo Sarcinelli a Conegliano.
Opere che compongono la seconda biennale organizzata dall’associazione culturale INTArt, realtà nata nel 2011, intesa come spazio per dare libera espressione ai giovani artisti.
Dopo l’esperienza dell’anno scorso, la presidente dell’associazione Giovanna Pattaro e il vicepresidente Matteo Della Libera hanno deciso di riproporre l’iniziativa.


Quest’anno “Fragile” è il tema nonché il filo conduttore delle opere degli artisti, che hanno narrato l’impatto di ansia, depressione, solitudine sullo stato d’animo umano, usando materiali e tecniche varie, dalla pittura alla fotografia, dalla composizione oggettistica fino all’impiego del video.
Il risultato è una mostra inaugurata sabato sera, aperta a ingresso libero fino al prossimo 2 novembre (venerdì dalle 17 alle 21, il sabato e la domenica dalle 10 alle 19). Prevista anche una serie di appuntamenti collaterali (per ulteriori informazioni, è possibile consultare le pagine social e il sito dell’associazione culturale INTArt).
La cerimonia di inaugurazione ha visto una folta partecipazione, con una presentazione di Lorena Gava e la presenza dell’assessore alla Cultura Cristina Sardi, in rappresentanza del Comune di Conegliano (che patrocinia l’iniziativa insieme alla Provincia di Treviso).


La fragilità che viene narrata in mostra in maniera poliprospettica è un chiaro “riferimento a qualcosa che si è rotto”. Una mostra, quindi, dove emerge l’individuo, con le sue emozioni e situazioni personali.
Un tema, quello della fragilità, che nella quotidianità si è manifestato in maniera più marcata dopo il periodo della pandemia da Covid: un contesto, quindi, dove l’arte ha accolto l’urgenza di indagare e raccontare le difficoltà del sentire umano.
Un’occasione, quindi, per fermarsi un attimo a “guardare tutte le sfumature emotive dell’individuo” ma anche, e soprattutto, per riflettere su diversi aspetti.


Le opere fanno riferimento a varie situazioni: dalla difficoltà nello stringere relazioni all’impatto di ansia e preoccupazioni, dallo stato connesso alla malattia e alla necessità di una cura al senso di solitudine, fino alla pressione sociale, al dolore esistenziale e alle distorsioni emotive.
Un modo per poterci guardare dentro e non rimanere indifferenti di fronte a determinate situazioni.
Da parte sua, Pattaro ha colto l’occasione per ringraziare tutti coloro che supportano iniziative come questa, ovvero Banca Prealpi SanBiagio, I mercati di Alvise, Caffè al Teatro, Tarantola, Dema, Jungle Records, Rational Feelings, associazione Contrada Granda, Bar Italia.


(Autore: Arianna Ceschin)
(Foto e video: Arianna Ceschin)
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