Passando nella città di Conegliano è impossibile non notare le vetrine sfitte anche se, in tutto ciò, arriva la notizia di nuove aperture.
Se da un lato il negozio di abbigliamento “Essere donna” di viale Venezia fa il cosiddetto “fuori tutto” per cessata attività, dall’altra parte il centro storico conterà sull’arrivo di due nuove attività, ovvero di Reblu (negozio di abbigliamento per bambini), che aprirà i battenti in estate in corso Mazzini, e di Missis C, un negozio di pelletteria, accessori e articoli da viaggio, la cui inaugurazione dovrebbe avvenire entro la fine di questo mese di marzo.
A tratteggiare un bilancio sul commercio cittadino, proprio ora che la tematica sarà di pertinenza dello stesso sindaco Fabio Chies, è Maurizio Gibin, presidente di Ascom Confcommercio a Conegliano, il quale ha speso un ragionamento in termini di “commercio del futuro”.
“Sicuramente le nuove aperture fanno presagire che c’è dell’interesse, ma due nuove aperture non rendono particolarmente felici, in quanto ci sono tante vetrine sfitte: la politica, in tutto ciò, ci deve aiutare e ascoltare – la premessa fatta da Gibin -. Abbiamo già fatto un incontro con il sindaco e i mercatali: Chies ha chiesto informazioni su quello che dovrà essere il mercato del futuro, considerato che ci sono degli stalli vuoti, anche in via XX Settembre, mentre via Colombo dovrà essere liberata dai banchi, per diventare una strada a doppio senso di marcia”.
“Da parte mia, ho chiesto che il mercato del futuro sia più qualitativo – ha riferito -. Per quanto riguarda il commercio cittadino, serve un progetto per il rilancio del settore: due nuove aperture non risolvono il problema“.
Un comparto, quello del commercio, che richiede, secondo Gibin, una progettazione ben definita, che veda commercio e politica lavorare fianco a fianco.
“L’attrattività della piazza di Conegliano al momento è bassa e molte catene non aprono per questo motivo: serve, quindi, un progetto di rivitalizzazione da studiare insieme, che riguardi un rilancio di base di tutto quello che è il commercio – ha spiegato Gibin -. La gente deve venire a Conegliano per trovare quello che si aspetta di trovare. Poi si dovrebbe pensare al rilancio di zone come quella dello Shopping Center, come area di servizi. In sostanza, serve un progetto comune, che riunisca tutte le aree cittadine: è un discorso molto ampio”.
Servono idee, quindi, ha ribadito più volte Gibin, il quale ha aggiunto che, “in parte ci sono già e basta ‘metterle a terra’”. “Oggi a terra non c’è nulla, ci sono soltanto problemi – ha osservato il numero uno di Ascom Conegliano, facendo riferimento anche, ad esempio, al ‘tema principe’ riguardante le tempistiche e modalità di realizzazione di piazza Carducci -. Dobbiamo discutere insieme, con la politica, per capire cosa vogliamo fare della Conegliano del futuro”.
Un’operazione per la quale, a suo dire, è arrivato il momento per essere portata avanti, essendo stato perso diverso tempo: “Abbiamo perso quattro anni, in cui non ci siamo mai messi attorno a un tavolo – ha dichiarato -. La mia natura solitamente è positiva, ma sarei molto più ottimista se ci fosse la volontà di interessarsi al tema del commercio: tra la teoria e la pratica, mi piacerebbe veder costruire sul piano pratico un progetto sul commercio del futuro”.
Un’offerta differente, con negozi aperti con orario continuato, potrebbe essere secondo Gibin un’opzione da tenere in considerazione: “Oggi fare l’orario continuato per i negozi non avrebbe senso, perché non c’è traffico che gira. La Conegliano del futuro deve avere quindi un’offerta diversa – ha spiegato -. Quando parlo di offerta diversa, intendo anche una proposta in centro differente rispetto al centro commerciale Conè, in maniera tale che uno non cannibalizzi l’altro e il cliente possa scegliere: si tratta di offrire cose diverse, con servizi correlati“.
Una progettazione che tenga in considerazione anche gli aspetti che caratterizzano la nostra epoca, uno fra tutti il divario tra il costo della vita sempre più alto e gli stipendi che non mutano ma, al contrario, tendono al ribasso più che al rialzo.
“Il futuro del commercio non sarà quello di oggi. Bisognerà vedere quali saranno gli imprenditori del futuro – ha proseguito Gibin -. Serve una politica che pensi al commercio del futuro e, perché si realizzi, bisogna iniziare a sognarlo e a crearlo oggi“.
(Autore: Arianna Ceschin)
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