Tra le 31 onorificenze, dell’Ordine al merito della Repubblica italiana, conferite dal presidente Sergio Mattarella, c’è anche la coneglianese Valentina Mastroianni, nota per aver condiviso la sua quotidianità con il figlioletto Cesare Zambon.
A soli 18 mesi al bimbo era stata diagnosticata una neurofibromatosi, patologia che, nel tempo, lo aveva condotto alla cecità. Da lì una spirale di cure e terapie, anche con trasferte fuori regione, fino alla sua scomparsa, avvenuta a febbraio di un anno fa.
Valentina Mastroianni, oltre a stare vicina al figlioletto, aveva deciso di condividere la loro quotidianità sui social, con due finalità: mostrare cosa significa vivere un’esperienza esistenziale di quel tipo e, allo stesso tempo, far sentire meno sole le famiglie che si trovano nella medesima situazione.
Un racconto che è stato molto seguito ed è confluito in alcuni volumi. Un’attività di divulgazione proseguita anche dopo la scomparsa del piccolo Cesare.
Ed è proprio questo il motivo per cui Mattarella ha deciso di conferirle il Cavalierato dell’Ordine al merito della Repubblica italiana, “Per aver costruito una rete sociale e di supporto attraverso i social media, condividendo le proprie esperienze di vita e fornendo consigli pratici volti ad affrontare con maggior consapevolezza la vita quotidiana”, come si legge nella motivazione del riconoscimento.
Riconoscimento che le verrà conferito, insieme agli altri, il prossimo 3 marzo al Quirinale.
“Questo riconoscimento non è solo mio – ha scritto Valentina Mastroianni sui social – È di tutte le famiglie che ogni giorno affrontano la disabilità, senza manuali di istruzioni”.
“È di chi cade e si rialza. Di chi sceglie di raccontarsi anche quando sarebbe più facile chiudersi nel silenzio – ha proseguito – Essere nominata Cavaliere dell’Ordine al merito della Repubblica italiana è un onore immenso, ma soprattutto è la conferma che condividere la propria verità può creare rete, sostegno e speranza reale”.
“Io ho solo messo in parole la mia vita. Voi le avete dato senso, ascolto e forza – ha concluso – Questo traguardo continua ad appartenere a mio figlio, alla sua storia e a tutto quello che mi ha insegnato: che l’amore resta e quando resta, diventa responsabilità. Grazie a chi cammina con me ogni giorno. Continuiamo”.
(Autore: Arianna Ceschin)
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