Sulle rive di Premaor l’attesa è palpabile: tra una settimana, dieci giorni al massimo, prenderà il via la vendemmia 2025. Le colline del Coneglianese e del Valdobbiadenese vivono ora un momento di quiete insolita. I vigneti sono stati predisposti, l’erba falciata, le pareti vegetative alleggerite, le cantine pronte e i carri lucidati per il trasporto dell’uva. Resta solo da osservare il meteo dei prossimi giorni, decisivo per la qualità finale della raccolta.
L’annata, nel complesso, non si è presentata particolarmente difficile. Le piogge sono state inferiori del 30% rispetto al 2024, con una decina di eventi in meno. Il periodo più piovoso si è concentrato tra aprile e maggio, ma le difese fitosanitarie hanno funzionato correttamente. A luglio si è registrata la prima ondata di calore, mitigata fortunatamente da piogge a fine mese che hanno riportato equilibrio idrico e termico. Un secondo picco di calore si è avuto a Ferragosto, ben tollerato dai vigneti che mostrano capacità di adattamento al nuovo clima.
La maturazione delle uve è iniziata tra il 25 e il 27 luglio, con notti fresche che hanno favorito lo sviluppo aromatico. Agosto è stato caldo, specie nella fase centrale, con un’accelerazione dei processi di maturazione: zuccheri in crescita, acidità in calo. La pioggia del 21 agosto (circa 40 mm) ha rallentato questa corsa, riportando equilibrio tra zuccheri e acidi. Oggi i grappoli presentano condizioni ottimali, con acidità malica e tartarica in graduale diminuzione e zuccheri stabili.
Il rapporto zuccheri-acidi appare ideale e le basse temperature notturne, registrate sia prima che dopo Ferragosto, hanno arricchito le bucce di sostanze aromatiche. Le uve sono perfettamente sane e questo consente di attendere ancora qualche giorno senza rischi. Lunedì verrà effettuato un nuovo prelievo ufficiale, che guiderà la scelta del momento migliore per dare avvio alla vendemmia, come sempre iniziando dalla zona di Conegliano per spostarsi poi progressivamente verso Valdobbiadene.
Un dato significativo emerge dalle analisi condotte: la morfologia della denominazione, con colline più o meno ripide, esposizioni differenti e quote altimetriche diverse, garantisce un’ampia variabilità nella composizione chimica delle uve. Questo permetterà di ottenere vini con espressioni aromatiche diverse da una collina all’altra, arricchendo ulteriormente la tipicità delle 43 Rive del Conegliano Valdobbiadene Prosecco DOCG.
Il cambiamento climatico, contrariamente ai timori, non ha omologato il territorio: le differenze naturali tra le varie aree restano ben percepibili e rappresentano un valore aggiunto per la produzione.
La vendemmia 2025 si preannuncia quindi come una delle migliori degli ultimi trent’anni. Le prossime settimane saranno decisive, ma già oggi i presupposti parlano di un’annata capace di esaltare la variabilità, la ricchezza espressiva e l’unicità delle colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene.
(Autrice: Mihaela Condurache)
(Articolo, foto e video: Mihaela Condurache)
(Articolo di proprietà di Dplay Srl)
#Qdpnews.it riproduzione riservata