La fontana situata nella Valle di San Lorenzo continua a rappresentare un punto di riferimento storico ed emotivo per la comunità di Cornuda, grazie a chi se ne prende cura. A conferirle valore simbolico è la storia di Letizia Melodia, detta “Titti”, scomparsa tragicamente all’età di 12 anni in un fatale incidente, avvenuto proprio in questo luogo.
La ricostruzione
Letizia era figlia del barone Riccardo Melodia, Senatore del Regno e di Maria Dè Faveri Tron, originaria di Cornuda. Nonostante la famiglia abitasse a Roma per via degli incarichi del padre, era solita lasciare la capitale per trascorrere le vacanze estive nel paese d’origine della madre.
Erano i primi giorni di agosto del 1932 quando Letizia e i suoi cugini andarono a giocare nella collina vicino casa. Dopo avere raccolto alcuni ciclamini, scivolò bruscamente lungo il pendio della valle: l’impatto con le rocce sottostanti fu fatale.
Racconti…
Questo tragico evento é stato trattato nel cortometraggio “I luoghi e la storia della Valle di San Lorenzo”- realizzato nel 2013 dall’amministrazione comunale – in cui è intervenuta Gigliola Restello in Serena, che conoscendo la nobile famiglia ne riporta il ricordo.
“Ogni estate era ospite della nonna e dalle zie nel palazzo De Faveri; un giorno vide arrivare una parente con un mazzolino di ciclamini. Incuriosita, Titti le chiese dove li avesse presi, e dal desiderio innocente di cogliere questi fiori è nato il progetto di quella sciaguratissima gita”.
Aggiunge: “Sono saliti sulla china e ad un certo punto Titti si alza e fa qualche passo verso la discesa, iniziando a correre senza riuscire a fermarsi, schiantandosi sulla roccia che era in mezzo al Ru Bianco, torrente che scorre proprio ai piedi della collina”.
La memoria condivisa
Da quel momento il ricordo della fanciulla rimase scolpito nel cuore della comunità, che insieme alla famiglia decise di collocare una lapide di marmo ai piedi della sorgente, nei pressi del luogo fatale.
Inoltre, l’acqua della sorgiva venne incanalata attraverso un piccolo condotto per alimentare una fontana, che riempie una piccola conca naturale posta ai piedi della lapide.
Sulla pietra sono stati incisi i versi della poesia scritta dallo zio Piero, che ripercorrono la breve vita della nipote: “Piccola fonte fresca e cristallina, solitaria e nascosta fra i declivi di ciclami cosparsi e d’erba fina che ritraggon la vita dai tuoi rivi. Racconta a tutti con la tua vocina come una bimba, nei riposi estivi, col fior in mano, giù dalla collina cadendo discendeva, e come quivi. Il fiore di sua vita fu reciso. Il canto di quell’anima cara e bella dagli angeli fu colto in paradiso. Risplende il cielo di una nuova stella, che agli umani richiama il dolce viso di Titti Melodia, devota ancella”.
(Autrice: Francesca Battilana)
(Foto e video: Francesca Battilana)
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