E’ un Natale veramente speciale quello che Cortina e tutta la Conca ampezzana si apprestano a vivere.


L’atmosfera frizzante che precede la festa più bella della Cristianità, nella regina delle Dolomiti, è quest’anno ulteriormente rinvigorita dall’attesa – sempre più agli sgoccioli – per l’appuntamento olimpico, che torna nel Bellunese a 70 anni esatti dai rivoluzionari Giochi del 1956.
Tanta acqua è passata nel Boite in questi sette decenni, ma Cortina – che organizza l’evento assieme a Milano e al vasto territorio compreso tra le due città – ha saputo conservare la propria identità ed ora è tra le pochissime città al mondo a poter vantare di avere ospitato due edizioni dei Giochi olimpici, un appuntamento di rilevanza planetaria e che – come ha auspicato nei giorni scorsi anche il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella – potrebbe coincidere con una tregua dei tanti conflitti in corso nel pianeta.


Al di là dell’aspetto sportivo e di fratellanza universale, i Giochi sono anche una vetrina di dimensioni inimmaginabili per il territorio, le sue bellezze e le sue attività commerciali, ricettive in particolare.
Nell’attesa, come da tradizione il “ponte” dell’Immacolata Concezione ha richiamato nella Conca migliaia di visitatori ed è coinciso con l’apertura di diversi impianti sciistici. Di neve naturale ne è caduta poca, in questo tardo autunno mite e spesso soleggiato, ma quella artificiale sta consentendo un afflusso importante di sciatori.


Per loro sarà un inverno particolare, visto che durante i Giochi olimpici e paralimpici accedere a Cortina e ad alcuni suoi impianti non sarà semplice, essendo questi ultimi (così come le strutture ricettive) a disposizione degli atleti a caccia delle medaglie a cinque cerchi: la Conca, in particolare, sarà teatro a febbraio delle gare di sci femminile, bob e curling. Un “sacrificio” decisamente accettabile se si pensa all’indotto che i Giochi porteranno a Cortina e non solo.


Proprio l’accessibilità a Cortina e dintorni è uno degli aspetti più delicati man mano che le Olimpiadi si avvicinano: Trenitalia ha già disposto un importante potenziamento dei collegamenti ferroviari tra il capolinea di Calalzo e la pianura, e tutti auspicano collegamenti intermodali efficaci con il trasporto su gomma, visto che i binari si interrompono a una trentina di chilometri dalla sede olimpica.


Intanto, proseguono quasi senza soluzione di continuità le manutenzioni notturne sull’autostrada A27, collegamento principe per chi arriva da sud.


A proposito di arterie di collegamento, va esaurendosi il countdown per l’apertura e l’operatività di due delle varianti alla Statale 51 di Alemagna: da fine gennaio si potrà transitare in auto nei nuovi tratti stradali di Tai e Valle di Cadore.


Sono solo due esempi di “legacy olimpica”, quei lavori lasciati in eredità al territorio che – come ha più volte sottolineato il presidente uscente della Regione Veneto Luca Zaia – senza Olimpiadi non si sarebbero probabilmente mai visti, e che miglioreranno la vita di chi abita nel Bellunese e chi va a visitarlo.


Certo, il “prezzo” da pagare per chi sceglie Cortina nel ponte dell’Immacolata e in occasione delle prossime festività è quello di diversi cantieri, sia in città sia nel percorso che porta ad essa, ma l'”elettricità” che si respira nella conca, e l’attesa sempre più ridotta di un appuntamento storico che vedrà miliardi di occhi puntati sulla Conca, valgono sicuramente la pena.


Sì e no due mesi separano il territorio dall’inizio dei Giochi: un tempo che verrà scandito anche dal progressivo avvicinamento alle Dolomiti del sacro Fuoco di Olimpia, con la torcia che passerà di tedoforo in tedoforo e che a gennaio transiterà anche nell’Alta Marca, accolto come da tradizione da ali di folla festanti.


E intanto, Cortina accoglie i suoi tanti ospiti con il consueto mix di bellezze naturali e architettoniche, offrendo un tocco di mondanità che ogni tanto non guasta e regalando momenti di spensieratezza e adrenalina.
(Autore: Redazione di Qdpnews.it)
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