La Fiaccola olimpica torna a illuminare la Conca dopo 70 anni

L’accensione del braciere oggi a Cortina

Una Cortina d’Ampezzo imbiancata ha fatto da cornice, oggi lunedì, al ritorno della Fiamma Olimpica, settant’anni dopo le Olimpiadi Invernali del 1956. Un passaggio carico di memoria e significato, che ha riannodato il filo della storia olimpica italiana proiettandolo verso i Giochi del 2026. Una delle date più attese del tour nazionale della torcia che arriva in una delle sedi di gara, dando di fatto inizio all’atmosfera dei Giochi invernali.

Qui, tra queste montagne, nacque la prima Olimpiade invernale ospitata dall’Italia: un evento che cambiò per sempre il volto di Cortina e la sua proiezione internazionale. Il passaggio della Fiamma non è stato solo una cerimonia, ma un gesto simbolico potente: un cerchio che si chiude e si riapre, anche attraverso infrastrutture rinnovate, impianti moderni e una visione di lungo periodo.

La Fiamma ha attraversato luoghi che raccontano l’identità sportiva e urbana della città: dall’area di Pian da Lago al Trampolino Italia, da Socrepes alla discesa lungo la storica pista Olympia delle Tofane, fino allo Sliding Center e allo Stadio del Ghiaccio.

Il percorso è poi proseguito nel cuore di Cortina per culminare in Largo delle Poste, abbracciando simbolicamente tutta la comunità ampezzana, con una cerimonia alla quale hanno partecipato anche il vicepresidente del Consiglio e ministro Matteo Salvini, il presidente della Regione Alberto Stefani e il sindaco di Cortina d’Ampezzo Gianluca Lorenzi.

Le piste che nel 1956 videro nascere leggende dello sport sono oggi pronte ad accogliere una nuova generazione di atleti, in un contesto profondamente trasformato ma fedele allo stesso spirito di allora: unità, eccellenza, apertura al mondo. La Fiamma che ha attraversato Cortina ha raccontato proprio questo: continuità e futuro, tradizione e innovazione, identità e slancio internazionale.

(Autore: Simone Masetto)
(Foto e video: Simone Masetto e Mihaela Condurache)
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