Cortina d’Ampezzo ha acceso i riflettori, insieme a Milano, per la grande Cerimonia di Apertura dei Giochi Olimpici Invernali 2026, trasformando il cuore della Conca in uno dei palcoscenici simbolo dell’avvio ufficiale dell’evento planetario a cinque cerchi. In contemporanea con lo spettacolo principale nel capoluogo lombardo e con le altre sedi di gare (Livigno e Predazzo), in questo attesissimo 6 febbraio anche la Regina delle Dolomiti ha vissuto una serata carica di emozioni, tradizione e identità sportiva, 70 anni dopo le leggendarie Olimpiadi “solo” cortinesi.


La cerimonia odierna, sia pure molto “milanocentrica”, ha ben evidenziato il concetto di “Olimpiade diffusa” cara agli organizzatori ed evidentemente anche al CIO che la scelse per questa edizione dei Giochi: gli atleti hanno infatti sfilato non solo a Milano ma anche a Cortina, Livigno e Predazzo, con un perfetto “timing” televisivo.
Pure i momenti istituzionali hanno riservato forti emozioni, dall’Inno di Mameli cantato da Laura Pausini alla consegna del Tricolore ai Corazzieri (a San Siro) e alle Carabiniere in alta uniforme (a Cortina). Uno dei video che hanno intervallato i momenti dal vivo della cerimonia ha riservato una sorpresa clamorosa: dentro il tram chiamato a simboleggiare la città di Milano ha fatto capolino il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Le sorprese non sono finite lì, perché a condurre il mezzo pubblico – nel video – c’era, vestito di tutto punto da tranviere, il mito del motociclismo Valentino Rossi.


Tra gli 80 mila dello stadio Meazza c’erano anche moltissime autorità da tutto il pianeta: per l’Italia, oltre a Mattarella, affiancato dalla figlia Laura, i presidenti di Senato e Camera, La Russa e Fontana, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, diversi ministri e non solo.
In Veneto il centro della cerimonia è stato Cortina d’Ampezzo, con Corso Italia e piazza Angelo Dibona gremite di pubblico, atleti e accreditati. I varchi si sono aperti alle 18.30, alle 19 ha preso il via la sfilata delle associazioni cortinesi dall’arco allestito davanti al municipio. Alle 20 è iniziata la cerimonia ufficiale, seguita alle 20.40 dalla Parata degli Atleti. Il momento simbolicamente più atteso è arrivato dopo le 23, in lieve ritardo sul programma, con l’accensione del Braciere in piazza Dibona, in perfetta sincronia con Milano e lo stadio (a questo punto Olimpico) di San Siro.
A rendere ancora più glamour la serata cortinese anche una presenza d’eccezione: tra gli ospiti della cerimonia c’era Snoop Dogg, volto iconico della cultura pop internazionale, la cui partecipazione ha contribuito ad accendere ulteriormente i riflettori mediatici sulla Perla delle Dolomiti in una notte già ricca di simboli. Molta, comunque, la musica – sia moderna sia classica – sentita durante la cerimonia.
La sfilata ha visto protagoniste le associazioni che rappresentano l’anima sociale, sportiva e culturale di Cortina: dal Corpo Musicale all’Associazione Nazionale Alpini, dalla Croce Bianca ai Cronometristi Cortina, passando per i Sestieri, gli Ambassador, i Krampus, gli sciatori delle Forze dell’Ordine, il Soccorso Alpino e le realtà sportive legate al ghiaccio, al bob e al curling. Presenti anche FairPlay, Azzurri d’Italia e i comitati degli eventi sportivi del territorio, oltre a numerose scuole sci come Be Free, Boarderline, Sci Club Drusciè, Sci Club 18, Cristallo Cortina, Dolomiti Cortina, Happy Ski, Cortina, M’OVER e Snowboard Cortina.
La Parata degli Atleti si è svolta in contemporanea nelle diverse sedi del format “diffuso”, permettendo la partecipazione senza spostamenti complessi. A Cortina hanno sfilato fisicamente circa mille atleti delle discipline che qui vedranno lo svolgimento delle gare: sci alpino, curling, bob, slittino e skeleton, con l’aggiunta del biathlon, in gara ad Anterselva.


Spazio anche al momento solenne delle bandiere. A portare il Vessillo Olimpico a Cortina sono stati Franco Nones e Martina Valcepina. Nones, nato in Val di Fiemme nel 1941, è il primo campione olimpico italiano della storia dello sci di fondo, capace di conquistare l’oro nella 30 chilometri ai Giochi di Grenoble 1968, interrompendo il dominio degli atleti scandinavi. Valcepina, atleta delle Fiamme Oro e della Nazionale di short track, ha conquistato tre medaglie olimpiche tra il 2014 e il 2018, oltre a numerosi titoli europei.


Una presenza non è passata inosservata sul palco cortinese, posizionato davanti alla Ciasa de ra Regoles: quella di Riccardo, il ragazzino che ha percorso 6 km nella neve per tornare a casa dopo l’ormai nota disavventura del biglietto “irregolare” nel bus. Non era un mistero che, terminati i dovuti chiarimenti tra famiglia e autista del mezzo, anche lui sarebbe stato protagonista alla cerimonia olimpica, con tanto di diretta in mondovisione.
Da una notte difficile tra neve e silenzio a un palco seguito da milioni di spettatori: la storia del ragazzino di Cortina ha trovato un finale carico di significato. Dopo l’episodio che aveva scosso l’opinione pubblica, è diventato protagonista della cerimonia di apertura, simbolo di riscatto, attenzione e autentico spirito olimpico.
Poco prima delle 23.30 (e della chiusura della cerimonia) il momento forse più emozionante di tutti: l’accensione dei due bracieri, con quattro sciatori leggendari, tutti azzurri: Alberto Tomba e Deborah Compagnoni a San Siro, Gustav Thoeni e Sofia Goggia in Corso Italia.
Una serata che ha unito spettacolo, memoria sportiva e respiro internazionale, con Cortina protagonista di un’apertura olimpica capace di parlare al mondo senza perdere il legame con il proprio territorio. Le Olimpiadi invernali sono partite col piede giusto, all’insegna della bellezza, del genio e dell’orgoglio italiani.
(Autori: Luca Anzanello e Simone Masetto)
(Foto e video: Simone Masetto)
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