Ha voluto unire idealmente Parigi — sede delle Olimpiadi estive del 2024 — con Milano e Cortina. Ed ecco che Silvia Gottardi, ex cestista professionista 47enne, ha deciso di percorrere i 1.400 chilometri che separano la capitale francese dalla Perla delle Dolomiti in bicicletta. Nel mezzo alcune tappe, come Digione, Losanna, Milano e Verona, per un totale di oltre 8 mila metri di dislivello, affrontati in solitaria e con tutto il necessario per l’autosufficienza agganciato alla bici.
“Sono felicissima”, le prime parole, anche piuttosto infreddolita, subito dopo la foto che immortala il suo arrivo a Cortina con sullo sfondo il braciere olimpico, il logo delle Paralimpiadi e Corso Italia gremito di persone.
Una volta smesso di giocare a basket, Silvia ha iniziato a dedicarsi al mondo della bicicletta e, assieme alla moglie, ha fondato “Cicliste per caso” con l’obiettivo di valorizzare la mobilità sostenibile, veicolando questo messaggio anche attraverso incontri, blog e social. Per Silvia questa non è la prima avventura su due ruote: in una precedente esperienza la ciclo-blogger ha percorso 820 chilometri tra Argentina e Cile, pedalando in Patagonia.
L’obiettivo dell’impresa è duplice: “Promuovere uno stile di vita a impatto zero e allo stesso tempo valutare l’effettiva sostenibilità delle Olimpiadi 2026, definite dai media “le più green di sempre”, aveva fatto sapere in una nota prima della partenza la ciclo-blogger. Durante il tragitto ha realizzato collegamenti quotidiani con la trasmissione radiofonica di Rai Radio 2 “Caterpillar”.
Silvia, da Parigi a Cortina in bicicletta, perché?
“Per aderire a M’illumino di Meno, la giornata nazionale del risparmio energetico e della sostenibilità ideata da Caterpillar su Radio 2. L’idea è stata quella di unire simbolicamente l’ultima sede delle Olimpiadi estive, Parigi, con Milano e Cortina, per riflettere sul tema della sostenibilità legato ai Giochi e approfondire questo aspetto lungo il viaggio”.
Com’è andato questo viaggio?
“È stato lungo: oggi festeggio quasi 1.400 chilometri percorsi da sola, in autosufficienza. Ci sono stati momenti di grande euforia e altri di sconforto, ma il bilancio è positivo. Sono contentissima di essere qui e di aver raccolto tante testimonianze, alcune molto positive e altre più critiche, che mi hanno permesso di farmi un’idea complessiva. Sono un’ex giocatrice professionista di basket, quindi le Olimpiadi sono sempre state un sogno: essere qui e seguirle da vicino ha per me un significato speciale”.
Da ex sportiva, che cosa rappresenta lo sport per te e cosa deve rappresentare per la società?
“Lo sport è stato per tantissimi anni la mia vita. Da cestista, le Olimpiadi avrebbero rappresentato un grandissimo sogno. In generale lo sport veicola valori molto positivi: nel mio caso, trattandosi di uno sport di squadra, l’aiuto reciproco, il senso di gruppo e la solidarietà. È vero che talvolta il business tende a prevalere, ma penso che lo spirito olimpico, soprattutto qui, sia l’aspetto più importante da celebrare”.
Cosa hai provato quando sei arrivata a Cortina?
“Prima di tutto sollievo: non ce la facevo più. Poi una grande emozione, perché è stato un viaggio lungo e affrontato in solitaria; avercela fatta è già un traguardo enorme e arrivare nella città olimpica lo rende ancora più speciale”.
(Autore: Simone Masetto)
(Foto e video: Simone Masetto)
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