Olimpiadi, intervista a Silvio Fauner: “Partecipare ai Giochi è il sogno di ogni bambino. Partiti alla grande con le medaglie”

C’è chi la paragona alla vittoria dell’Italia ai Mondiali di calcio, chi al trionfo di Jannik Sinner a Wimbledon. Paragoni a parte – perché si sa, ogni vittoria è bella a modo suo – la vittoria degli azzurri alle Olimpiadi Invernali del 1994 a Lillehammer è entrata di diritto nella storia dello sport italiano. Tra i protagonisti di quell’impresa, del battere i norvegesi a casa loro, un po’ come ai Mondiali di calcio del 2006 quando abbiamo superato la Germania, c’era il sappadino Silvio Fauner.

Appesi gli sci al chiodo, Fauner si è dedicato prima all’insegnamento e successivamente alla carriera politica, diventando prima assessore allo sport del Comune friulano e oggi vicesindaco. Il fuoriclasse che ha fatto sognare generazioni è passato in questi giorni a Casa Veneto, rispondendo alle domande dei giornalisti ospiti alla Casa delle Regole.

Silvio Fauner, che cosa significa partecipare a un’Olimpiade?

“Solo partecipare è il coronamento del sogno di ogni bambino che fa sport”.

Con la prima giornata di gare sono già arrivate le prime soddisfazioni. Che bilancio si può fare?

“Direi subito positivo: già nella prima giornata di gare, sono arrivate le prime due medaglie nello sci alpino, con un argento che ci rende orgogliosi. È un inizio importante e meritato”. Dopo l’intervista realizzata con Fauner ieri, sabato, si è aggiunto anche l’oro di Francesca Lollobrigida nei 3.000 m di pattinaggio velocità (ndr.)

E per lo sci di fondo quali sono le prospettive?

“Nello sci di fondo abbiamo sicuramente buone possibilità, soprattutto con Federico Pellegrino, sia nella sprint individuale sia nella team sprint. Vedremo con chi sarà accoppiato, se con Davide Graz o con Barp, ma le possibilità ci sono tutte”.

Grande emozione anche per la cerimonia inaugurale. Che impressione ha lasciato?

“È stata una grandissima emozione. Una cerimonia diffusa, che ha coinvolto Milano, Predazzo, Livigno e Cortina, regalando momenti intensi a tutti. Credo sia stata la prima volta nella storia che una cerimonia di apertura si sia svolta in più location, tutte perfettamente sincronizzate. Dietro c’è stato un lavoro enorme e il risultato è stato davvero emozionante”.

Anche il curling porta con sé aspettative importanti. Abbiamo i campioni olimpici del curling misto, Stefano Agostantini e Amos Mosaner. Venerdì Mosaner è stato protagonista della sfilata, ma entrambi sentono una pressione incredibile: riportare l’Italia a medaglia in una disciplina che sta crescendo molto nel nostro Paese

“Possiamo definirla una disciplina relativamente nuova per l’Italia, ma grazie alle medaglie d’oro delle ultime Olimpiadi è nata una vera passione. La pressione ci sarà, ma chi ha già vinto una medaglia olimpica sa anche come gestirla”.

Non c’è solo lo sguardo all’Olimpiade in sé, ma anche al futuro. Parliamo di infrastrutture sportive e di viabilità: nuove gallerie, opere appena inaugurate, interventi che resteranno al territorio e miglioreranno anche gli afflussi turistici. Le Olimpiadi come grande occasione anche sotto questo punto di vista?

“Assolutamente sì. Sono una grande vetrina e una grande possibilità. Lo sport è ovviamente il cuore di tutto, ma un’Olimpiade lascia anche infrastrutture, strutture sportive e sviluppo. Per questo ben vengano altre edizioni olimpiche”.

(Autore: Simone Masetto)
(Foto e video: Simone Masetto)
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