Per molti è considerato l’uomo del miracolo dietro alla pista da Bob di Cortina realizzata in meno di un anno. Ma per Fabio Massimo Saldini, commissario di Governo di Simico, il successo è di tutti. Oltre 130 operai e moltissime ditte hanno concorso a quella che atleti e addetti ai lavori definiscono la pista più bella, sicura e veloce del Mondo.
Non un complimento da poco se consideriamo che prima dell’arrivo di Saldini alla guida di Simico la vecchia Eugenio Monti sembrava non avere nessuna speranza di essere pronta per questi Giochi invernali.
Un lavoro di squadra che ora va in qualche modo riconosciuto a tutti: ecco perché si stanno cercando tutte le manovalanze (alcune delle quali avevano un contratto temporaneo) che hanno reso possibile il miracolo della Monti. “Li stiamo rintracciando – commenta Saldini – vogliamo dedicare loro una targa”.
La pista da bob, giudicata da tutti bella, veloce e sicura, che cosa rappresenta per lei?
“Rappresenta il percorso intrapreso per arrivare a realizzare una pista che viene definita la più bella. Un cammino iniziato a maggio 2024, in un periodo segnato da copiose piogge che hanno messo a dura prova i lavoratori impegnati nel cantiere. È il frutto dell’ingegneria, dell’architettura, del design e del lavoro di tante persone che inizialmente neppure si conoscevano. Numerose nazionalità hanno contribuito alla realizzazione e questo dimostra come il cantiere umano sia ancora più importante di quello fisico: quando funziona il lavoro delle persone, arrivano anche i risultati tecnici”.
Si pensa a un riconoscimento per le persone che hanno lavorato alla pista?
“Si stanno raccogliendo tutti i nomi e sarà predisposta una targa dedicata, perché a queste persone va la gratitudine per quanto realizzato. Questa pista da bob è risultata anche fortunata, visto che l’Italia è stata subito protagonista. Dietro a un giro veloce non c’è fortuna, ma preparazione, programmazione e disciplina. Gli atleti seguono una vita rigorosa e pianificano ogni dettaglio della loro attività, proprio come avviene in ingegneria. Per raggiungere risultati importanti serve programmazione, non fortuna”.
Non pensa che tutte queste opere costruite a Cortina abbiano spinto l’amministrazione comunale a investire anche in nuovi progetti, come la pista di curling?
“Il nuovo stadio del curling è già finanziato e il Comune ha stanziato risorse economiche. In questa fase si sta valutando quale sia il luogo migliore per realizzarlo”.
Quale sarà l’eredità sportiva per il territorio?
“Nascerà una vera cittadella dello sport con lo stadio dell’hockey e del pattinaggio artistico, il curling, lo sliding center, una pista di atletica e una centrale unica di refrigerazione. Si tratta di una legacy importante che porterà benefici non solo a Cortina e al Veneto, ma all’intero Paese”.
Che valore hanno queste opere per il futuro?
“Lasciare infrastrutture di grande qualità, capaci di attrarre atleti internazionali, rappresenta un segno di maturità e un volàno turistico. Lo stesso vale per le infrastrutture viarie che consentono l’afflusso di turisti, atleti e pubblico”.
Come cambierà la mobilità del territorio?
“Le opere stanno già trasformando il volto del Cadore. Il tratto Cortina-Ovest è stato completato, la variante Poligono-Socrepes è prossima all’apertura e sarà realizzato un nuovo parcheggio. Anche l’area di via Cesare Battisti sarà interessata da interventi subito dopo le Olimpiadi. Nel complesso, le infrastrutture modificheranno in modo significativo la mobilità cortinese”.
(Autore: Simone Masetto)
(Foto: Qdpnews.it e Simico. Video: Simone Masetto)
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