“Quo vadis sciatore?” Fiaccole, manifesti, scarponi, film: in mostra al Salce gli eventi sportivi che hanno trasformato l’inverno

Come gli eventi sportivi – e in particolare le Olimpiadi – abbiano contribuito a trasformare l’inverno da stagione temuta a momento da vivere e godere è la domanda da cui prende avvio la mostra “Un magico inverno. Bianche emozioni dalla Collezione Salce”, in programma da domani al 29 marzo 2026.

L’esposizione è promossa dalla Direzione regionale Musei Nazionali del Veneto (Ministero della Cultura), diretta da Daniele Ferrara, in collaborazione con numerose realtà nazionali e territoriali, tra cui la Direzione regionale Musei Nazionali Lombardia. La curatela è firmata da Elisabetta Pasqualin, sviluppata a partire da un concept di Sergio Campagnolo.

la direttrice del Museo Salce, Elisabetta Pasqualin

Il percorso espositivo coinvolge entrambe le sedi del Museo Salce, Santa Margherita e San Gaetano. “I visitatori troveranno vari aspetti dell’inverno – spiega la direttrice del Museo Salce, Elisabetta Pasqualin – a partire dalle Olimpiadi di Cortina ’56 con la torcia olimpica, il film Vertigine Bianca e le immagini di quell’edizione. Una sezione è dedicata alle Olimpiadi più recenti. A San Gaetano poniamo il focus sul distretto dello Sportsystem, un omaggio a Renato Casaro (da poco scomparso, ndr) con il bozzetto del manifesto di Vacanze di Natale e una sala dedicata alle fotografie delle diverse cerimonie firmate da Marco Balich. Abbiamo inoltre alcuni manifesti commissionati dalla Fondazione Milano Cortina a dieci giovani designer per l’edizione di quest’anno”.

Protagonisti sono i manifesti storici della collezione Salce: alcuni celebri, veri capisaldi della comunicazione turistica, accanto a un’ampia selezione di opere mai esposte prima e restaurate per l’occasione. Raccontano come le principali località alpine – e mete internazionali del turismo invernale – promuovevano la stagione fredda, comprese stazioni sciistiche di Romania e Polonia. Sono testimonianze del crescente interesse verso l’inverno attivo, in un periodo in cui la società iniziava a porsi il tema del tempo libero dopo anni difficili. L’inverno, da stagione ostile, diventa così protagonista della pubblicità anche per prodotti senza legame diretto con la montagna o gli sport sulla neve.

Le pareti della chiesa di Santa Margherita accolgono inoltre immagini d’epoca che ricordano l’inverno di un tempo, l’emigrazione montana, la nascita del turismo invernale e delle attività produttive legate alla montagna. Il focus si concentra sul territorio montebellunese e sull’affermazione del Distretto dello Scarpone, oggi noto come Sportsystem.

L’abside è dedicata a Cortina 1956: la torcia olimpica, le immagini storiche e il racconto di un’edizione che segnò una svolta. Fu la prima Olimpiade invernale con diretta televisiva, la prima a ospitare l’Unione Sovietica e un evento che univa sport, mondanità e attenzione mediatica internazionale.

A San Gaetano il focus è sui prodotti iconici del Distretto dello Scarpone, tra cui lo scarpone Lange realizzato per Alberto Tomba. Una sezione è dedicata alle Olimpiadi come grande evento globale, con particolare attenzione al lavoro di Marco Balich, ideatore di 16 cerimonie olimpiche. Segue lo spazio dedicato ai giovani creativi: vengono presentati i poster realizzati dai giovani grafici vincitori del concorso nazionale bandito dal Ministero della Cultura.

Chiude il percorso un omaggio a Renato Casaro, il più grande cartellonista italiano, recentemente scomparso. Nella sala permanente dedicata all’artista è esposto il bozzetto originale del manifesto di Vacanze di Natale, simbolo di come il cinema abbia saputo raccontare e reinventare l’immaginario invernale.

La mostra è accompagnata da un catalogo (Edizioni Antiga) con contributi della curatrice Elisabetta Pasqualin e di Diego Cason, Marzio Favero, Francesca Sfoggia, Massimo Spampani e Marco Balich. L’esposizione rientra nel programma della Cultural Olympiad Milano Cortina 2026, il palinsesto multidisciplinare che, in vista dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali (6–22 febbraio e 6–15 marzo 2026), animerà l’Italia per promuovere i valori olimpici attraverso cultura, patrimonio e sport.

Alcuni manifesti – dieci a Venezia e altrettanti a Treviso – verranno esposti anche negli aeroporti veneti del gruppo Save per offrire ai turisti uno spaccato dell’intera mostra trevigiana. Lo scalo di Venezia sarà, assieme a Milano, una delle due porte d’ingresso della “famiglia olimpica”, che comprende atleti, accompagnatori e broadcaster: al Marco Polo sono attese circa 6 mila persone, escluso il pubblico.

Stefano Baroni, direttore della comunicazione del gruppo Save

“Le proiezioni indicano che saranno due milioni gli spettatori che arriveranno in Italia per le Olimpiadi – commenta Stefano Baroni, direttore della comunicazione del gruppo Save – e circa il 10% utilizzerà l’aereo”.

La collaborazione tra la Direzione regionale Musei Nazionali Veneto e quella lombarda proseguirà con l’inaugurazione, il 27 gennaio 2026 al Museo Nazionale di Palazzo Besta a Teglio (SO), della mostra “VETTE. Storie di sport e montagne”, dedicata all’evoluzione degli sport invernali e delle diverse edizioni olimpiche e paralimpiche. Un percorso che metterà in luce i protagonisti dei Giochi e le trasformazioni sociali e culturali portate dalla diffusione degli sport sulla neve nelle valli alpine.

(Autore: Simone Masetto)
(Foto e video: Simone Masetto)
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