Assenza di un’analisi approfondita delle alternative di scarico e insufficiente valutazione delle conseguenze sul sottosuolo golenale.
Sono queste le principali motivazioni che, sulla base di specifici studi ambientali commissionati a professionisti qualificati, hanno portato il Comune di Crocetta del Montello a promuovere ricorso al Tribunale amministrativo del Veneto contro il Decreto regionale n. 80 del 20 ottobre 2025, da cui secondo l’Ente pubblico sarebbero emersi “elementi di possibile illegittimità”, che ha autorizzato la messa in funzione del nuovo depuratore modificando in modo sostanziale le prescrizioni ambientali fissate nel 2016 e consentendo l’utilizzo dell’attuale manufatto di scarico nel fiume Piave senza la preventiva realizzazione di un nuovo canale dedicato.
Una scelta, quella del ricorso, assunta dalla Giunta comunale dopo un’attenta valutazione tecnica e giuridica che ha evidenziato profili di criticità rilevanti sia sotto l’aspetto procedurale sia sotto quello ambientale, in particolare per quanto riguarda l’impatto sull’area golenale del Piave e sugli habitat tutelati delle Grave di Ciano del Montello, oltre al mancato coinvolgimento del Comune nel procedimento che ha portato all’adozione del Decreto regionale.
Nel dettaglio, nel territorio di Crocetta del Montello – a nord di via della Ghiaia – è difatti ubicato un impianto (oggi inattivo) di smaltimento reflui civili con ricettore il Piave. L’opera era stata pensata da ATS-Alto Trevigiano Servizi per l’ammodernamento e il potenziamento dell’agglomerato di Covolo di Pederobba oltre che dell’attuale vetusto e controverso scarico presente sull’area golenale a nord delle grave di Ciano caratterizzato dall’assenza di adeguata diluizione dei reflui, scarsa efficienza dell’impianto, variabilità dello scarico e sviluppo di situazioni di ristagno.
“Non siamo contrari per principio alle infrastrutture, ma riteniamo inaccettabile che si stralcino prescrizioni fondamentali senza un’adeguata valutazione degli effetti ambientali e, soprattutto, senza coinvolgere il Comune che rappresenta la comunità direttamente interessata – afferma la sindaca Marianella Tormena -. Con questo ricorso intendiamo quindi tutelare il nostro territorio, il fiume Piave e i cittadini crocettani, e non solo, chiedendo che vengano rispettate le regole, le procedure e le garanzie ambientali previste dalla legge”.
Da qui, in base agli approfondimenti fatti, il ricorso al TAR da parte del Comune, “per ottenere l’annullamento del provvedimento regionale e ristabilire un corretto percorso di tutela ambientale ed istituzionale”.
Sul controverso tema interviene anche ATS – Alto Trevigiano Servizi, che spiega: “La Regione del Veneto ha approvato la modifica delle prescrizioni ambientali che consente l’entrata in esercizio del nuovo depuratore di Crocetta del Montello, realizzato da Alto Trevigiano Servizi a servizio dei Comuni di Crocetta del Montello, Cornuda, Pederobba, Cavaso del Tomba e Possagno – la nota dell’azienda -, Comuni i cui allacciamenti alla rete fognaria sono attualmente bloccati in attesa dell’entrata in funzione del nuovo impianto”.
“Il provvedimento regionale prende atto dell’impossibilità oggettiva di realizzare il canale di scarico a servizio del nuovo impianto di depurazione, a causa della mancanza delle portate idriche aggiuntive necessarie, circostanza non imputabile ad ATS che ha percorso tutte le strade ad oggi possibili per il suo ottenimento. La Regione ha quindi ritenuto ammissibile di avviare il nuovo impianto utilizzando lo scarico dell’attuale impianto di depurazione, adiacente a quello nuovo”.
“La decisione si basa sul parere favorevole espresso all’unanimità dal Comitato Tecnico Regionale VIA, che ha valutato come prioritario l’avvio di un’opera già realizzata e oggetto di un importante contributo regionale, in grado di garantire un miglioramento significativo dell’efficienza del sistema di depurazione rispetto alla situazione attuale – prosegue ATS -. Il nuovo depuratore, progettato per una potenzialità di 19 mila abitanti equivalenti, consentirà di dismettere l’attuale impianto di depurazione, ormai vetusto e sottodimensionato, migliorando la qualità del trattamento delle acque reflue”.
“Questo provvedimento consente finalmente di mettere in funzione un impianto moderno e strategico per il territorio, superando uno stallo che durava da anni e che non dipendeva dalla volontà del gestore Ats – conclude l’azienda -. L’avvio del nuovo depuratore rappresenta un passo fondamentale per migliorare la qualità ambientale e garantire un servizio più efficiente ai cittadini. ATS come previsto dal decreto della commissione VIA conferma che, qualora in futuro vengano rese disponibili le condizioni idrauliche necessarie, realizzerà il previsto canale di scarico“.
(Autore: Alessandro Lanza)
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