Con l’ordinanza regionale approvata lo scorso lunedì 27 aprile dal presidente Luca Zaia si è proceduto al via all’apertura delle attività motorie e sportive all’interno del proprio comune di residenza. Attività che per loro natura devono essere individuali ed effettuate rispettando le regole del distanziamento sociale.
La pesca sportiva è un’attività molto praticata nell’Alta Marca Trevigiana, in particolare lungo il corso d’acqua principe della provincia, il Piave, ma anche nei bacini lacustri e nei torrenti.
Con l’ordinanza regionale viene data la possibilità di effettuare la pesca, vista come un’attività a tutti gli effetti sportiva, all’interno del proprio Comune.
Il pescatore dovrà quindi recarsi sul corso d’acqua da solo adottando i dispositivi di protezione individuale e rispettando le distanze di sicurezza.
Per tornare a pescare al di fuori del proprio comune di residenza si dovrà attendere molto probabilmente dopo il 4 maggio 2020.
Oltre che da riva si potrà effettuare la pesca da imbarcazioni, sul punto si è espresso oggi l’assessore regionale Gianpaolo Bottacin chiarendo – “Si può effettuare la pesca sportiva oltre che da riva anche con la barca purché si resti all’interno del proprio comune di residenza”.
Una notizia confortante per tutti gli appassionati del settore che hanno visto coincidere proprio l’inizio della fase emergenziale con l’apertura della stagione 2020.
“La pesca è a tutti gli effetti uno sport, la Fipsas (Federazione Italiana Pesca Sportiva e Attività Subacquee) è la federazione del Coni che porta a casa, ogni anno, il numero maggiore di medaglie mondiali – spiega Marino Poloniato, campione mondiale, presidente della società Pescatori Montello e titolare del negozio “Polo Pesca” a Crocetta del Montello.
“L’ordinanza ha creato un po’ di confusione tra i pescatori – continua Poloniato – molti tratti dei fiumi appartengono alle diverse concessioni come “Medio Piave”, “La Fario”, “Amo d’Oro” ecc. che per non creare differenze tra i pescatori hanno deciso di rinviare l’apertura a una data comune, si presume verso il 10 maggio”
“Il lockdown sulla pesca sportiva ha causato due effetti devastanti. Il primo legato all’aspetto economico, il periodo primaverile è il periodo in cui si lavorava di più. Il secondo è che nel mese di marzo si effettuano molte immissioni di trote, il non poter svolgere queste operazioni abbinato alla cospicua presenza di uccelli ittiofagi come i cormorani, responsabili della perdita del 98% delle trote che immettiamo, ha causato un danno enorme per il settore e per l’ambiente” – conclude Poloniato.
(Fonte: Francesco Pastro © Qdpnews.it).
(Foto: web).
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