Alpini: “La Terribile” si ritrova a 28 anni dal congedo. “Entrati ragazzi, usciti uomini”

A ventotto anni dal congedo, gli Alpini del 12° scaglione 1997 della 12ª Compagnia “La Terribile” del Battaglione Tolmezzo si sono ritrovati per un pranzo conviviale che ha riunito una cinquantina di ex commilitoni sui circa ottanta che avevano condiviso l’esperienza della Leva alla Caserma “Manlio Ferruglio” di Venzone (Udine). Sono arrivati da Veneto, Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Emilia-Romagna e Piemonte, percorrendo quindi anche molti chilometri per essere presenti.

L’incontro si è svolto nella cantina di Andreola, guidata dall’Alpino Stefano Pola, che ha ospitato gratuitamente la compagnia. A lui è stata donata un’opera realizzata dal maestro Marco Varisco, come segno di riconoscenza da parte del gruppo.

Presenti anche il 1° Luogotenente Lorenzo Polo, Sottufficiale di Corpo dell’8° Reggimento Alpini di Venzone, l’avvocato Nicola Stefani, speaker ufficiale dell’Adunata Nazionale Alpini, il Colonnello Andrea Salvador, il 1° Luogotenente Nicola Balliana e il Sergente Alberto Stella del 7° Reggimento Alpini di Belluno.

Che effetto fa ritrovarsi dopo più di un quarto di secolo?

Per Stefano Visentin, tra i promotori dell’iniziativa, è “un’emozione indescrivibile”. L’ultimo saluto risale all’8 e 9 ottobre 1998, ai cancelli della caserma. “Rivederci oggi è come se la lancetta del tempo si fosse fermata”.

Alla domanda se si senta ancora l’Alpino del ’97, la risposta è chiara: “Sì. Con una consapevolezza diversa, maturata nel tempo, ma con lo stesso spirito di allora. Un’identità che non si è dissolta con il congedo, ma si è trasformata in responsabilità quotidiana”.

Ripensando alla caserma di Venzone, il ricordo più forte si divide tra la difficoltà iniziale e la bellezza di alcuni momenti simbolici. I primi giorni furono duri: lasciare la famiglia, adattarsi alla disciplina, imparare a convivere con regole e gerarchie. “Non è semplice entrare ragazzo e trovarsi in un ambiente dove devi crescere in fretta” racconta.

Tra i ricordi più intensi resta il campo estivo del 1998, in particolare l’ascensione al Monte Peralba. Poco sotto la vetta, la statua della Madonna con la frase attribuita a Papa Giovanni Paolo II accompagna ancora oggi quel momento. Durante la preghiera dell’Alpino e l’Alzabandiera, sotto un cielo carico di nuvole, il sole squarciò improvvisamente le nubi illuminando la cima. Un’immagine che per molti è rimasta simbolica.

L’esperienza della naja, riconosce Visentin, ha segnato un passaggio decisivo. “Sono entrato ragazzo, sono uscito uomo”. La convivenza con altri giovani, il rispetto delle regole, la necessità di superare paure e pigrizie hanno lasciato insegnamenti concreti. L’esempio più semplice è quello della marcia con lo zaino pesante e il compagno che si offre di aiutare: un gesto che racchiude il senso della fratellanza alpina.

Cosa lega ancora oggi questi uomini?

Amicizia, fratellanza e senso di appartenenza. Un legame che richiama la storia del Corpo e trova continuità nell’impegno dell’Associazione Nazionale Alpini, presente nel volontariato e nelle attività sul territorio.

Dire oggi “sono un Alpino” significa, secondo Visentin, unire orgoglio e responsabilità: rappresentare una storia e sentirsi pronti ad aiutare il prossimo, indipendentemente dall’uniforme.

Se potesse rivolgersi al ragazzo del 1997, gli direbbe di non avere paura e di vivere pienamente quell’esperienza, destinata a restare nel cuore. Ai giovani di oggi, invece, suggerisce di riscoprire il valore delle cose semplici: l’amicizia, la fatica condivisa, la montagna.

E a suggellare il tutto, una bella fetta di torta finale: dolce, come i ricordi condivisi; sostanziosa, come il legame che unisce ancora oggi gli uomini della 12ª Compagnia “La Terribile”.

Il raduno non è stato soltanto un pranzo tra ex commilitoni, ma la conferma che, a distanza di quasi tre decenni, quello spirito continua a essere un punto fermo nelle loro vite.

(Autrice: Mihaela Condurache)
(Foto: Stefano Visentin – 12ª Compagnia “La Terribile”)
(Articolo di proprietà Dplay Srl)
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