Ogni mattina alle 6.30, da quarant’anni nello storico Casolin: “La gente è la mia famiglia”

Graziella Dozza con il sindaco di Farra di Soligo Mattia Perencin

Da quarant’anni apre la serranda quando il paese ancora dorme. Lo fa in silenzio, con gesti che non hanno bisogno di essere pensati, perché fanno parte di lei. Graziella Dozza, titolare dello storico Casolin di via Belvedere a Soligo, racconta la sua vita dietro il banco con gli occhi lucidi, come se ogni parola fosse un tuffo nei ricordi.

“Ho questo lavoro, mi piace, e ho seguito le indicazioni di mia mamma”, dice con la voce che si incrina appena. Prima di lei, infatti, c’era la madre Prisca. “Era lei a fare questo lavoro. E il rapporto con la gente è sempre stato la cosa più importante”.

Un rapporto che nel tempo è diventato qualcosa di più: “Per me la gente è la mia famiglia. Ho visto bambini entrare dall’asilo, poi crescere, sposarsi, andare avanti, formare la loro famiglia. Tutto questo diventa parte di te, come un ricordo personale”.

Aprire ogni mattina alle 6.30, dopo quarant’anni, non pesa: “Quando una cosa ti piace non ti pesa. La fai in automatico, perché è tua”. Un’abitudine che resiste al tempo, anche se oggi non è più come prima: “Dopo il Covid non c’è più quella continuità quotidiana. L’età avanza, arrivano i problemi, ma tu devi esserci. Ogni mattina, ogni pomeriggio, quando apri”.

Alla domanda su cosa speri che la gente continui a ricordare di questo negozio, Graziella non ha dubbi: “La semplicità. E il rapporto con le persone, il dialogo. La gente è quasi una famiglia. Sono contenta perché anche con poco, una parola, la gente apprezza. È il rapporto che vale”.

Un legame costruito lentamente, giorno dopo giorno: “Piano piano, conoscendo la gente, parlando insieme. Se vuoi continuare, è questo”.

L’altro ieri martedì il Casolin ha compiuto quarant’anni. La licenza di apertura porta la data del 3 febbraio 1986, ma la storia di questo piccolo negozio comincia ancora prima: da oltre 55 anni Graziella porta avanti l’attività, inizialmente insieme alla mamma Prisca, la cui licenza risale al 17 febbraio 1975.

In occasione dell’anniversario, il sindaco Mattia Perencin ha voluto farle visita, consegnandole una copia della storica licenza della madre: “Un punto di riferimento del paese da oltre quarant’anni – ha dichiarato –. Un luogo che non è solo un negozio, ma un pezzo di storia e di comunità”. Parole che raccontano ciò che tutti sanno: in quella bottega è passata la vita di intere generazioni.

“Con Graziella mi lega anche un rapporto affettivo – ha aggiunto –. Mi ha visto crescere, mi ha tenuto anche in braccio”. Poi un sorriso, semplice come lei: “Graziella, sei una forza”.

E forse è proprio questo che resta, più di tutto: non solo un negozio sempre aperto, non solo la concorrenza fatta ai grandi supermercati con la cortesia e la qualità, ma una porta che si apre ogni mattina su una comunità, su una memoria condivisa.

(Autrice: Mihaela Condurache)
(Foto: Mihaela Condurache e per gentile concessione di Mattia Perencin. Video: Mihaela Condurache)
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