“Heal the World”, uno spettacolo per la Giornata della Memoria all’IC Follina – Tarzo e in Abbazia

Il 27 gennaio, in occasione della Giornata della Memoria, presso l’Istituto Comprensivo di Follina-Tarzo si è svolto lo spettacolo “Heal the World – suonare per non dimenticare”: un percorso di letture e musica a cura dell’orchestra dell’indirizzo musicale delle classi terze della SS1G e del coro della classe quinta della scuola primaria di Follina.

L’evento, aperto alla comunità, verrà replicato giovedì 29 gennaio alle ore 18.30 presso il Teatrino dell’Abbazia di Follina, con ingresso gratuito.

Numerosi insegnanti hanno collaborato alla realizzazione di questo spettacolo interdisciplinare, accompagnando gli alunni lungo tutto il percorso. Grazie al loro impegno, alla loro sensibilità e al lavoro condiviso, è stato possibile costruire un’esperienza significativa di memoria, riflessione e crescita per i nostri ragazzi.

Fondamentale anche il contributo degli studenti, che si sono dedicati con serietà alla ricerca e allo studio dei testi e delle musiche, oltre a curare la realizzazione della locandina e dei materiali visivi — cartine e immagini — proiettati durante lo spettacolo.

Il 27 gennaio del 1945 le truppe dell’Armata Rossa liberarono il campo di concentramento di Auschwitz. Questa è la data è stata scelta dall’Assemblea generale dell’Onu per commemorare quei milioni di persone uccise crudelmente e senza nessuna pietà.

Oggi ci ritroviamo per ricordare. La Giornata della Memoria non è solo uno sguardo al passato, ma un invito a capire, a non dimenticare e a riconoscere ciò che può ancora accadere nel mondo.

Nello spettacolo è letto ed interpretato il libro “la città che sussurrò” di J. Elvgren.

Il libro racconta una città che, di fronte all’ingiustizia e alla violenza, sceglie il silenzio non per paura o indifferenza, ma come forma di resistenza collettiva. Come sentiremo il “sussurro” diventa il simbolo di una comunità che si oppone al male senza usare la forza, proteggendo la dignità umana e restando unita.

Il messaggio centrale è che anche i gesti piccoli e silenziosi contano; l’unione delle persone può contrastare l’odio; non collaborare con l’ingiustizia è già una forma di coraggio.

Il libro invita a riflettere sul fatto che non sempre la resistenza è rumorosa o eroica: a volte è fatta di scelte quotidiane, di empatia, di rispetto e di responsabilità verso gli altri. In questo senso parla direttamente ai ragazzi, ricordando loro che ognuno può fare la differenza, anche senza essere “grande” o potente.

La città che sussurrò apre alla memoria del passato dove gli alunni, attraverso cartine, scritti e proiezioni, ci accompagneranno nel ricordo di alcuni genocidi della storia: dagli indios agli armeni, dalla Shoah all’ex Jugoslavia, fino al Rwanda. Storie diverse, luoghi lontani, ma unite dallo stesso dolore e dalla stessa domanda: come è potuto accadere?

Ricordare serve a questo: ad aprire gli occhi sul presente, a riconoscere i segnali dell’odio, dell’indifferenza e della violenza, per poter scegliere strade diverse.

La città che sussurrò apre al presente, suggerendo che davanti alle ingiustizie di oggi la speranza nasce proprio dalla capacità delle persone di scegliere, insieme, il bene.

E proprio perché il futuro è nelle mani di chi oggi è giovane, questo spettacolo vuole anche lasciare un messaggio di speranza: la speranza che conoscere, ricordare e scegliere il rispetto possa davvero cambiare il mondo.

Come canta Micheal Jackson e citano dagli alunni: “guarisci il mondo, rendilo un posto migliore per te, per me e per l’intera umanità”. Ed è proprio “Heal the world” il brano conclusivo dello spettacolo eseguito dall’orchestra e dal coro.

Molti i colleghi che hanno collaborato alla realizzazione di questo spettacolo seguendo gli alunni.
Con il loro impegno, la loro sensibilità e il lavoro condiviso hanno reso possibile un percorso importante di memoria, riflessione e crescita per i nostri ragazzi.

Un grazie speciale va ovviamente anche agli alunni, che con serietà e partecipazione hanno dato voce a storie difficili, dimostrando che ricordare è un atto di responsabilità e di speranza. Loro è anche la locandina proiettata. Grazie anche alla disponibilità e accoglienza di don Massimiliano Zago e al patrocinio dei Comuni di Follina, Miane e Tarzo.

(Autore: Dplay)
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