Si terrà domani mattina, sabato 21 giugno, alle ore 11 nella sala del commiato della Casa funeraria Pfa San Marco a Pordenone, la cerimonia funebre per Dennys “Daniel” Navas, il 21enne di origini venezuelane morto mercoledì pomeriggio dopo un tuffo nel fiume Piave, a San Biagio di Callalta.
Una breve cerimonia, per un addio carico di dolore. Dennys viveva a Pasiano di Pordenone e lavorava come operaio alla Friul Intagli. Mercoledì si trovava lungo il Piave con alcuni amici, ma quel tuffo nel fiume è stato fatale: la corrente lo ha trascinato a fondo, senza lasciargli scampo, nonostante sapesse nuotare. Immediato l’intervento dei soccorsi, con i Vigili del Fuoco che non hanno potuto far altro che constatare il decesso del giovane.
Anche la famiglia di Dennys, distrutta dal dolore, ha espresso il desiderio che si faccia piena chiarezza su quanto accaduto: “Non possiamo credere che sia stata solo una fatalità”. Intanto, sui social, amici e conoscenti hanno rilanciato l’hashtag #giustiziaperdaniel, per chiedere che non si abbassi l’attenzione su questa ennesima vita spezzata troppo presto.
La morte di Dennys ha riaperto la questione del Fiume Piave da sempre legato all’incertezza del divieto di balneazione e alla sua pericolosità dettata dalla corrente e dalla temperatura gelida dell’acqua. Il primo cittadino di Spresiano Marco Della Pietra chiede l’apertura di un tavolo tra enti e autorità per fare chiarezza: “Alla famiglia di questo ragazzo vanno le condoglianze di tutta la comunità. Quanto accaduto ha riaperto una serie di discussioni soprattutto per quanto riguarda la balneazione o meno – commenta -. È ora di stabilire con precisione dove si possa o meno fare il bagno. E anche laddove sia consentito, servono controlli: il Piave cambia conformazione ogni giorno, è pericoloso. Questa tragedia potrebbe essere l’occasione per affrontare finalmente questo tema”.
(Autore: Simone Masetto)
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