Il “coraggio di cambiare vita” nella vicenda di San Francesco (e il suo legame con il Crocifisso) è stato al centro del secondo appuntamento della rassegna “Oltre. Incontri sulla via della Croce”, che si è svolto ieri sera nella chiesa di Francenigo.
Una serata che ha proposto uno sguardo sul Crocifisso, come luogo di chiamata e scelta per San Francesco, tra iconografia e testimonianza.
Un appuntamento fatto in compagnia di padre Mario Favretto, rettore della Basilica di Motta di Livenza, con letture dell’attrice Elena Saccon.
Come ha spiegato padre Favretto, quella di San Francesco è un’eredità di santità e di vita, dedicata al prossimo e agli altri, preferendo gli ultimi.
Il merito di San Francesco è stato quindi la capacità di accorgersi “che ci sono anche coloro che non contano socialmente“, una prospettiva che determinò “un cambiamento radicale per la sua persona”.
Allo stesso tempo, nel corso dell’incontro è stato analizzato il legame del santo con il Crocifisso di San Damiano, alla base della scoperta di San Francesco, “che gli rivela un amore che non aveva mai considerato”.
“Quello di San Francesco è stato un impegno sociale rivoluzionario, un cambiamento di mentalità e di priorità, con uno sguardo verso gli ultimi che dovrebbe essere considerato anche ai nostri tempi” ha aggiunto padre Favretto.
“Ogni volta che ci avviciniamo a San Francesco, scopriamo qualcosa che ci appartiene: Francesco è una provocazione per cercare il meglio – ha proseguito -. Nel momento in cui entrò nella chiesa di San Damiano, provò un senso di pietà nel trovarla rovinata. L’incontro con il Crocifisso lo portò alla preghiera, per evitare una vita mediocre, preferendo che fosse invece investita in qualcosa di bello”.
“Il Santo sentì la preghiera ‘Francesco va’ e ripara la mia casa che è in rovina’: restaurando quella chiesa, capì che quelle pietre sarebbero diventate degli elementi di bellezza. Uno sguardo rinnovato, che vide nei segni di rovina la possibilità di trasformarli in segni di bellezza” ha spiegato.
La serata è stata introdotta dai saluti istituzionali del sindaco di Gaiarine Diego Zanchetta: “Un sentito ‘grazie’ a don Fabrizio e a tutte le persone che, con lui, hanno messo in piedi il cartellone di eventi – ha affermato -. Questa è una serata che ci arricchisce a livello di motivazione, portandoci il coraggio di cambiare qualcosa”.
(Autore: Arianna Ceschin)
(Foto e video: Arianna Ceschin)
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