“Voglia di Friuli” per i Comuni di confine? Zanchetta: “Referendum ultima strada. Serve eliminare le differenze”

Il sindaco di Gaiarine Diego Zanchetta

Un referendum per passare alla regione autonoma del Friuli Venezia Giulia? Secondo Diego Zanchetta, sindaco di Gaiarine, uno dei cosiddetti Comuni trevigiani di confine, non è una soluzione da attuare nell’immediato, ma ha comunque ammesso che “devono essere eliminate delle differenze” tra i due territori.

“Il tema del Referendum è l’ultima delle cose che vorrei fare, perché mi riconosco veneto e nella millenaria storia del Veneto – la sua premessa, seguita da una considerazione sulla disparità vissuta rispetto al vicino territorio friulano -. Certo è che non possiamo più stare ad aspettare: le differenze con il Friuli sono davvero tante”.

“Per fare un esempio, Gaiarine rientra con il Comune di Portobuffolè in un contratto per salvaguardare il fiume Livenza: in Friuli sono stati finanziati 10 progetti per oltre 7 milioni di euro, mentre qui è dal 2020 che si parla di un ponte che unisca i due territori. Stiamo ancora aspettando – ha proseguito -. Poi c’è il tema dei dipendenti, che ci penalizza sempre molto: qua sta diventando molto dura”.

Zanchetta ha inoltre ricordato la maggiore disponibilità di bonus in Friuli, come quello per le caldaie, i pannelli fotovoltaici e l’installazione di cancelli elettrici.

“Sono differenze che non si possono più tollerare, mentre il 22 ottobre 2017 i veneti hanno chiarito la propria volontà per l’autonomia – ha affermato -. Il referendum è l’ultima strada da percorrere, ci tengo a ribadirlo, ma vorrei che le cose venissero sistemate e ci fosse uguaglianza”.

(Autore: Arianna Ceschin)
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