Morto Walter Cancian, innovatore nella ristorazione: “Inventò la pizza Nasone”

Dopo quella di Giampietro Ghirigato, per tutti “Pyter”, lo storico gestore dei carrettini di gelati in spiaggia, Jesolo piange anche la morte di Walter Cancian, un vero e proprio innovatore nell’ambito della ristorazione. Aveva 69 anni ed è mancato a causa di una grave malattia contro cui lottava da poco più di due anni. Lascia la moglie Carla ed i figli Eleonora ed Alvise.

Walter aveva iniziato la professione, con la pizzeria “da Walter”, in piazza Nember, che gestiva assieme ai genitori. Nel 1982 la decisione di assumere la gestione del locale situato in via dei Mille 65, nella zona di piazza Nember, nato nel 1957 come birreria della Pedavena e che già aveva il nome “Stiefel” (dato perché la birra si serviva in un boccale a forma di stivale, in tedesco per l’appunto stiefel). Divenne la sua pizzeria, nel vero senso della parola: grazie alla sua innata capacità manuale, lo ha più volte smontato e rimontato, facendolo diventare uno dei locali più frequentati, noti e apprezzati della città.

Era un imprenditore capace e “visionario”: lui che era anche “il” pizzaiolo per eccellenza, aveva introdotto alcune novità, poi diventate di uso comune nelle pizzerie della località, come la pizza gigante o l’incartata. Per arrivare alla famosa “Pizza Nasone”, realizzata con il pomodoro Nasone, noto per la sua forma e le sue dimensioni fuori dal comune e dal sapore caratteristico e diverso rispetto agli altri. Tutto nacque da una felice intuizione. Prendendolo dall’orto del nonno, che aveva iniziato a coltivarlo grazie ai semi che gli aveva regalato un amico residente a Cavallino-Treporti, Walter iniziò prima a proporlo come antipasto, servito a fette, con un suo particolare condimento. Poi, siamo a circa venti anni fa, visto il successo che riscuoteva, inserito nella pizza.

“E’ stato un genio – riferiscono i figli – un innovatore, uno che sapeva vedere le cose molto prima degli altri. Era pieno di idee e di voglia di fare, in qualsiasi campo; non stava mai fermo. E non lo è stato fino agli ultimi giorni di vita. Aveva una creatività e inventiva fuori dal comune. Come figli lo ringraziamo perché ci ha trasmesso tutto quello che siamo diventati, nei valori e nella conoscenza”. Commossa la moglie Carla: “E’ stato un grande lavoratore e lo devo ringraziare perché ha insegnato tutto ai miei figli”.

Nel 2023 era stato premiato con l’aquila di diamante per i 50 anni di lavoro e di passione, in occasione della cerimonia dei “Maestri del Commercio”, a Venezia. In un post scrisse: “Ringrazio tutti, è stato emozionante. Ci vediamo alla prossima pizza”.

“Per me oggi è un giorno molto triste – il commento del presidente di Confcommercio San Donà-Jesolo, Angelo Faloppa – perché se ne è andato un amico, oltre che un ottimo imprenditore. Una persona che ha dato molto al mondo della ristorazione e, in generale, alla città. Che sapeva proporsi per com’era, senza artefizi, ovvero con sincerità e lealtà, verso le persone e verso quelli che per lui erano ospiti, non semplici clienti. Mancherà a Jesolo e mancherà a tutti noi”.

(Autore: Alessandro Lanza)
(Foto: Confcommercio San Donà-Jesolo)
(Articolo di proprietà di Dplay Srl)
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